Quando avrò un figlio non sarò come i Miei - Piano terra lato Parco

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3 commenti

Ti avviso, il mio commento sarà lunghissimo 😀

Allora, io come te sono sempre andata bene a scuola, avevo qualche difficoltà in matematica, ma ecco: mai bocciata, mai un debito formativo, mai un’insufficienza e questo era motivo di orgoglio dei miei, nonché -come nel tuo caso- il motivo per cui sicuramente mi sono state concesse molte cose, anche se… i miei, soprattutto mamma, erano molto severi, avevo delle regole, il mio unico lavoro era quello di studiare con profitto, ma ad esempio non potevo dormire fuori casa (da un’amica si intende), né altro.
Avevo anche io una paghetta e anche io avevo poche spese, non avendo un cellulare.
Di no me ne sono sentiti dire tanti, tutti motivati, tipo il motorino che poi però è arrivato quando avevo quasi sedici anni, comprato da mio padre nonostante il parere contrario di mia mamma perché tra andare a scuola e andare agli allenamenti di pallavolo ogni giorno era più comodo per tutti che fossi indipendente.
Niente gita di terza media per me per lo stesso motivo tuo, né feste serali (dalle 18 alle 22) in casa di compagni di classe prima di una certa età.

Oggi so che se avessi un figlio farei uguale, non riuscirei a comprare un motorino a mio figlio, sarà che abitiamo a Roma; avrei il terrore a saperlo fuori casa alle 9 di sera a 14 anni (per quanto al sicuro) e un sacco di altre cose… come cambiano le prospettive!

Anche io non svettavo in matematica, ma me la sono sempre cavata alla fine.
Siamo state fortunate, questa è la verità!

Molto bello questo racconto! è un po’ quello che accade a tutti noi adolescenti, ma poi, crescendo, capiamo che i nostri genitori non sono poi così male. 😉

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