Perfect day

Romy Hausmann

Il padre di Ann è uno dei migliori professori di sociologia e filosofia dell’Università di Berlino, ma al momento si trova in prigione: è accusato di aver ucciso dieci bambine e di averle abbandonate nei boschi, lasciando vicino ai loro corpi dei nastri che ne facilitassero il rinvenimento.

L’accusa è talmente ridicola che Ann è certa crollerà non appena suo padre inizierà a rendere interrogatorio. Ma, contro ogni aspettativa possibile, suo padre non parla.

La polizia sembra brancolare nel buio, il suo avvocato non muove un dito per salvarlo: l’unica che può fare qualcosa è lei ed è assolutamente intenzionata a scagionare il padre da quelle accuse infamanti.

Così, con l’aiuto di un giornalista, Ann si inerpica in un’indagine che la condurrà molto lontano, in un posto oscuro, dove mai credeva che sarebbe potuta approdare.

Riuscirà a scagionare suo padre o è davvero lui il killer dei nastri rossi?

Il libro è molto accattivante, tiene svegli fino a tarda ora perché si ha veramente molta voglia di far luce su questo intricato mistero.

L’autrice è molto brava a insinuare sottilmente sospetti, in modo che il lettore diffidi del presunto responsabile additato dai personaggi e anche di quello presentato come alternativo dalla protagonista.

Strada facendo si delinea davanti agli occhi del lettore la convinzione di aver messo insieme i pezzi e scoperto il vero assassino, nascosto tra i personaggi più insospettabili della storia.

Eppure, il finale spariglia tutte le carte, lasciando chi legge con l’amaro in bocca per il clamoroso sbaglio.

Questi sono, indubbiamente, tutti i lati positivi.

Tra i negativi, invece, c’è una certa farraginosità narrativa, tale per cui spesso gli eventi – pur vivaci e credibili – hanno bisogno di essere spiegati al lettore perché ne comprenda la rilevanza.

Ciò rende la narrazione piuttosto artificiosa, sempre subordinata allo spiegone del figurante di turno.

Chi legge può sentirsi, a tratti, smarrito e avvertire un senso di confusione, dovuto al fatto che l’autrice forza un po’ il depistaggio rispetto a quanto sarebbe corretto fare per restare su un piano paritetico col lettore.

Tuttavia, la storia è interessante e misteriosa quanto basta per farne una lettura gratificante.

Giudizio: 3/5

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