L’illusione delirante di essere amati: o come mi sono illusa di leggere un buon libro

L’illusione delirante di essere amati: o come mi sono illusa di leggere un buon libro, Piano terra lato Parco

Ciao Lettori!

Sono stata lontana dal blog per un paio di mesi: me lo sono imposto perchè ero molto stanca, ma di questo vi parlerò in uno dei prossimi post.

Comunque, dopo questa lunga assenza torno con una nuova recensione: vi parlo del romanzo di Florence Noiville “L’illusione delirante di essere amati“.

L’illusione delirante di essere amati: o come mi sono illusa di leggere un buon libro, Piano terra lato Parco

Il titolo del post suggerisce come questo libro non mi sia piaciuto per niente.

Ancora una volta ero partita con le migliori aspettative per via della trama. Il romanzo, infatti, prometteva di trattare la questione dell’ossessione amorosa ai limiti dello stalking sotto un punto di vista insolito. Laura è amica di C. da molti anni quando si accorge che questa inizia a manifestare un interesse invadente e morboso nei suoi confronti: veste come lei, la segue ovunque, le scrive mail dal contenuto delirante ed assurdo. Dopo qualche pagina la protagonista realizza di essere oggetto di attenzioni non propriamente amicali ed inizia a fare ricerche su C. per capire esattamente cosa stia succedendo. Nel frattempo C. tenta in ogni modo di convincere Laura che anche lei prova dei sentimenti nei confronti dell’amica e che si rifiuta di riconoscerlo solo per paura di essere giudicata.

Il libro viene presentato come un “romanzo psicologico che si tinge di giallo”, ma io non posso che criticare questa affermazione dicendovi che qui non esiste alcun giallo, il libro non riesce ad essere neppure vagamente misterioso.

La protagonista, dopo aver capito di trovarsi di fronte ad attenzioni amorose che le sono sgradite, invece di comunicarlo chiaramente alla sua amica e troncare ogni rapporto decide di intraprendere una dettagliata analisi pseudo-psicoterapeutica, intervistando un amico specialista nel settore che vi intratterrà per pagine e pagine spiegandovi nel dettaglio la sindrome di De Clerambault. In altre parole: vi dovrete sorbire capitoli di racconti più o meno interessanti sull’erotomania. Io – all’ennesima descrizione casistica – mi sono addormentata con il kobo in mano.

Non c’è movimento nella trama, non ci sono risvolti thriller o eventi veramente rilevanti e se è questo che cercate in un romanzo psicologico che dovrebbe tendere al giallo (come è giusto che sia, del resto) avrete voglia di abbandonarlo molto prima di aver raggiunto la metà del libro.

E’ lento, noioso, perchè affronta prevalentemente tematiche mediche senza creare un vero intreccio e senza descrivere approfonditamente i personaggi, che anche nella seconda metà del libro restano quasi del tutto estranei al lettore. La trama non è credibile perchè la protagonista sembra molto più presa dall’investigazione psichiatrica cui si è dedicata di quanto non appaia preoccupata del fatto che una pazza che dice di essere sua amica si veste come lei, la segue dappertutto e le scrive di abbandonarsi ad un sentimento d’amore di cui si dichiara certa.

Voi, donne normali, fuggireste presso la prima stazione dei Carabinieri, Laura Wilmote – invece – decide di scandagliare le motivazioni psicologiche di questo gesto bizzarro. Io sono francamente perplessa anche per il messaggio che traspare.

E’ veramente un peccato perchè mi aspettavo grandi cose :purtroppo è stata una vera delusione.

Voi lo avete letto? vi è piaciuto? Fatemi sapere che cosa ne pensate, a presto!

Chiara Mainini

Founder di Piano terra, lato Parco
Avvocato e web editor
Mamma di Eddy e G, moglie di Teo

potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

SEGUIMI!