Come trovare la fiducia in se stessi: qualsiasi persona si è fatta questa domanda, almeno una volta nella vita

Trovare la fiducia in se stessi non è difficile se sai come farlo.

La fai facile, mi dici.

No, non la faccio facile, io ci sono passata.

Ho attraversato il lastricato scivolosissimo che separa i verdi prati dell’autostima dal deserto dell’insicurezza. So che si può uscirne.

E voglio dirti come si fa.

Per avere fiducia in te devi smettere di autocommiserarti

Quante volte hai avuto un’idea, una qualunque, che avresti potuto sviluppare e trasformare in qualcosa di bello, o di utile, o di remunerativo, e alla fine hai abbandonato sul nascere perché “tanto non ce la farei mai“?

L’autocommiserazione è un meccanismo perverso: ci si convince di non valere niente perché si pensa di non valere niente, di non essere capaci, di non essere all’altezza.

È un circuito che si auto alimenta e finisce col cementare nella testa la convinzione di non avere alcuna capacità.

E se qualcuno prova a spronarti, a dirti “ma guarda che non è impossibile, basta impegnarsi” o a fornire modelli di riferimento che ce l’hanno fatta, finisci con l’abbandonarti a soliloqui autocommiserativi ostinatamente finalizzati a dimostrare che, no. Tu non ce la puoi fare.

Se gli altri ce l’hanno fatta è perché qualcuno li ha aiutati. O sono stati fortunati. O avevano “i soldi”.

Ma ti dico una cosa: è una stupidaggine.

Le persone che ce l’hanno fatta esistono, non sono tutti raccomandati, non sono tutti ricchi.

La fortuna non esiste. È soltanto l’alibi dei pigri.

Imparare ad avere fiducia in se stessi passa inevitabilmente dallo smettere di autocommiserarsi e riconoscere che senza impegno e senza impulso non si ottiene nulla.

Qualunque viaggio, anche il più lungo e duro, comincia con un primo passo.

E il primo passo è questo: smettere di cercarsi alibi.

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Nutrirsi dell’energia del successo

Quando eravamo bambini ci raccontavano le fiabe, prima di andare a letto.

E quelle fiabe avevano un doppio registro.

Parlavano alla nostra immaginazione, stimolandoci a vivere avventure fantastiche e avvincenti. Ma allo stesso tempo parlavano alla nostra intelligenza emotiva, veicolando una morale importante.

Con Pinocchio abbiamo imparato che le bugie hanno le gambe corte (e il naso lungo!), mentre Peter Pan ci ha insegnato che soltanto chi sogna può volare.

Soltanto chi sogna può volare.

Che incredibile verità.

Ma che c’entrano le fiabe, mi dici.

C’entrano. Perché anche se non siamo più bambini abbiamo bisogno di storie.

Abbiamo bisogno della testimonianza di persone che ce l’hanno fatta, che hanno realizzato un sogno. Che non si sono arrese, che hanno tenuto duro anche quando tutto sembrava cospirare per farle precipitare.

Noi abbiamo bisogno di vedere con i nostri occhi che quelli come noi – quelli che non sono raccomandati, che non sono ricchi, che non hanno i soldi, che non si lasciano trasportare dalla fortuna – ce la possono fare. E abbiamo bisogno di vedere che ce la fanno.

Abbiamo bisogno di vedere che su questa terra condividiamo l’ossigeno con persone che avrebbero mille ragioni per mollare ma ne hanno trovate mille e una per resistere.

E che alla fine hanno trionfato.

Il successo genera energia positiva: tu devi nutrirti di quella energia, devi nutrirti delle storie di persone di successo.

Tu sei Zheng Thao

come avere fiducia in se stessi
Zheng Thao, nuotatore paralimpico 4 volte medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Tokio 2020

Sai chi è Zheng Thao?

È un nuotatore paralimpico che ha vinto la medaglia d’oro per 4 diverse discipline del nuoto paralimpico: uomo farfalla, uomo dorso, 50 metri stile libero e staffetta mista 4×50 stile libero.

Senza avere le braccia.

Ma è un talento, mi dici. Già nuotava prima. Col talento si nasce.

No, non è talento.

Zheng Thao ha perso le braccia quando era solo un bambino e ha iniziato a nuotare nel 2004, all’età di 14 anni.

La sua non è una storia di talento, è una storia di rinascita e di abnegazione. Perché quando lo guardi gareggiare e vedi con quanta forza e grinta stringe tra i denti il nastro che lo aiuta a calarsi in acqua, allora capisci cos’è che ci vuole davvero per trasformare un limite in un’occasione.

Ci vuole la voglia, e basta.

Le storie come quelle di Zheng Thao sono importanti.

Non per far vedere che c’è chi sta peggio, come direbbe qualcuno. Che quella delle disgrazie mica è una hit parade.

Sono storie di persone normali che hanno creduto talmente tanto in un sogno o un progetto, uno qualsiasi – purché fosse il loro – da superare ogni difficoltà pur di realizzarlo.

Le persone hanno bisogno di queste storie perché cibarsi del successo altrui è il modo migliore per ispirare e catalizzare le proprie possibilità di riuscire.

Perché anche il successo è un meccanismo perverso, in un certo senso. Più ci si convince di potercela fare, di essere abbastanza, di avere tutte le carte in regola per riuscire, più facilmente si riesce.

Bisogna imparare a circondarsi di energia positiva.

E questo ti porta, direttamente, all’ultimo ingrediente della ricetta.

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Allontana dalla tua vita i buchi neri di energia

I buchi neri di energia sono le persone che non fanno altro che ripeterti quanto tu non sia qualcosa.

Quelle che ti dicono che non sei abbastanza intelligente o non hai abbastanza competenza.

Le persone che ti ricordano che non sei abbastanza giovane o attraente o abbastanza “normopeso”.

In generale, coloro che davanti a un progetto, un desiderio, un’idea, ti dicono subito “va beh ma mica sei capace“, o l’analogo “ma pensi veramente di essere in grado? Io non rischierei“, che vorrebbe essere più gentile con la sua forma dubitativa ma è cafone esattamente come la forma precedente.

Queste persone sono il male assoluto, l’antieroe per eccellenza, l’antagonista messo lì dal narratore della tua fiaba per metterti i bastoni tra le ruote.

Non servono a nulla, bisogna liberarsene il prima possibile, perché sono alimento prezioso per quel circuito negativo di commiserazione di cui ti parlavo all’inizio.

Se lo dice anche lui/lei, allora è proprio vero che non valgo niente“.

Invece devi chiederti: “ma chi è lui/lei per dire a me cosa sono in grado di fare?“.

Perché tu non sei un antieroe, tu sei Zheng Thao. Tu puoi farcela.

Se nella tua vita ci sono persone come queste eliminale subito come fossero rami secchi, perché davvero non hanno alcuna funzione utile nell’economia generale dell’esistenza. Se non quella di ricordarti che in ogni fiaba, per ogni eroe, esiste un cattivo.

Quel cattivo che, quando la fiaba finisce, perde sempre.

Ma tu sei l’eroe: come hai deciso che debba finire la tua storia?

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