Qualche settimana fa ho ricevuto una mail nella casella che utilizzo per il blog. Mi ricordava che a breve il mio dominio sarebbe stato in scadenza e che avrei dovuto rinnovarlo.

Il mio primo pensiero è stato “scadenza? come è possibile? L’ho rinnovato giusto poco tempo prima di partorire!“…e subito dopo mi sono resa conto che mia figlia sta per compiere 10 mesi.

Ne sono trascorsi 12 dall’ultimo articolo che ho postato, un intero, lunghissimo anno che ha cambiato profondamente la mia vita, il mio modo di essere mamma, gli occhi con cui oggi guardo alla maternità e ai miei figli.

Credevo che la nascita di Edoardo e la sua labioschisi mi avessero temprata e rinforzata, visto lo smazzo cosmico che io e mio marito ci siamo fatti per tutto il suo primo anno di vita tra visite mediche, poppate infinite, intervento chirurgico e riabilitazione.

Invece, siccome qui amiamo non annoiarci mai, nuove mirabolanti avventure ci attendevano e così anche stavolta è successo di tutto.

Ma dove eravamo rimasti?

Ci eravamo lasciati con questo post, contenente i miei consigli su come arredare una cucina nuova. Ero arrivata al settimo mese di gravidanza, il Natale era alle porte e sapevo già che presto le mie necessità si sarebbero dilatate sino al punto di assorbire ogni istante della mia giornata. Avevo predisposto diversi post in bozza che avrebbero dovuto soltanto essere riguardati prima della pubblicazione e che, a questo punto, non avrebbe più senso fare uscire con contenuti vecchi di un anno.

Insomma, mi ero organizzata per non sparire del tutto e continuare a chiacchierare con voi in qualche modo, nonostante il parto imminente.

E invece, già nei primi giorni del nuovo anno, ho iniziato ad avere i primi problemi, dovuti al fatto che l’inquilina che abitava la mia pancia sembrava aver deciso di venire al mondo con 2 mesi di anticipo.

E non è una cosa bella.

Soprattutto perchè, per farlo, aveva deciso di spingere forza 4 sulla cicatrice del cesareo del fratello, procurandomi non solo dei dolori lancinanti che *Diosololosa* ma anche il rischio di una rottura d’utero che non è un’esperienza divertente.

Ho trascorso una decina di giorni di ricovero venendo dimessa alla metà di gennaio e sono andata avanti a spizzichi e bocconi fichè non è successo l’irreparabile.

L’inquilina ha deciso di nascere prima che la mezzanotte si portasse via il 4 Febbraio, con un cesareo d’urgenza e quasi un mese di anticipo sul termine di gravidanza, che poi in realtà sarebbero quasi due ma va beh, questa ve la racconto la prossima volta.

Eccola qui l’inquilina: Ginevra Maria

Subito dopo il parto si sono rese evidenti difficoltà respiratorie dovute in parte all’immaturità polmonare e in parte alle rocambolesche circostanze della nascita e, 4 giorni dopo, è arrivata la fucilata.

In seguito ai controlli neurologici di routine per i prematuri, a piccola G è stata diagnosticata un’emorragia cerebrale periventricolare, fortunatamente di grado lieve, che però ha richiesto diversi mesi di osservazione, accertamenti ed esami per essere considerata sotto controllo.

Ancora oggi, mentre vi scrivo, non siamo usciti dal protocollo di follow up neurologico, sebbene la situazione sia ritenuta del tutto innocua per il suo sviluppo psico motorio attuale.

Quello che accadrà in futuro, tra i possibili esiti, non si può sapere. Ci hanno parlato di una percentuale piuttosto elevata di bambini che riportano un disturbo dell’apprendimento legato alla lettura, alla scrittura o alla matematica (quindi disgrafìa, disortografìa, dislessia o discalculìa) ma al momento attuale è tutto molto aleatorio. Ci hanno anche detto che la popolazione pediatrica che risolve benignamente la patologia è molto alta e che si è osservato spesso in questi bambini un livello di intelligenza superiore ai coetanei che non hanno patito l’evento.

Francamente non so se mia figlia sia più intelligente di altri bambini e onestamente non mi interessa, quel che è certo è che è sicuramente molto paracula e ha subito capito come rigirarsi tutti, soprattutto il padre, come dei calzini.

Ah, le donne.

girl power

Tutta questa faccenda mi ha dato una botta pazzesca gente.

Non tanto per l’evento in sè, la cui scoperta è stata traumatica soprattutto grazie alla proverbiale pacatezza con la quale i medici – in specie i grandi luminari – ti comunicano le diagnosi infauste (che se ben ricordo suonò più o meno così “dunque, vostra figlia ha avuto un’emorragia cerebrale che ha interessato la matrice germinativa. Per il momento non si può dire molto, ripeteremo gli esami“. Noi, come immaginerete, morti sul pavimento).

Più che altro, mi ha ammazzata veder trascorrere i mesi, giorno dopo giorno, visita dopo visita, senza mai poter mettere un punto o portare a casa una certezza.

Io, che sono la persona più pratica dell’universo, quella che ha bisogno di linguaggio semplice e chiaro per tradurre in modalità pratica qualsiasi tipo di informazione.

Io che quando ricevo una qualunque notizia faccio scalette mentali per pianificare il da farsi.

Io che possiedo un’agenda talmente fitta di appunti e progetti che non si chiude.

Ve la immaginate una pianificatrice/organizzatrice,che soffre di ansia e attacchi di panico per l’imprevisto, giostrare una situazione del genere senza impazzire?

No, vero? E infatti sono impazzita. Ho veramente dato fuori di matto in più di un’occasione.

Diciamo che adesso va meglio perchè vedo che G interagisce e mi sembra perfettamente normale, per quanto in clamoroso ritardo su tantissime cose. Ma non mi interessa che arrivi prima, non si vince nessuna medaglia, mi interessa che stia bene.

Io sono invecchiata di almeno 10 anni, di botto, ma pazienza.

Doveva arrivare baffone pure per me.

E quindi son qua che tiro avanti fino alla prossima visita, che sarà il 20 dicembre, sperando prima o poi di sentirmi dire che è andata, che è tutto finito e che anche stavolta c’ha detto un culo incredibile perchè per fortuna ce la siamo sfangata.

Giuro sarei grata.

Io so essere grata.

Quando credevo di avere imparato la lezione che la vita voleva darmi con l’esperienza di Edoardo, sono stata chiamata a un esame diverso e più gravoso. E ho imparato, lo so, lo giuro. Sono pronta a ritirare la promozione.

Però checcazzo si può dire?

(sì, sono tornata).

Chiara Mainini Administrator

Ciao, mi chiamo Chiara Mainini, mi sono laureata a pieni voti in Giurisprudenza a 23 anni e ho esercitato per dodici la professione di Avvocato penalista. Oggi ho cambiato rotta, dopo un master in web marketing e scrittura per la rete lavoro come web editor freelance: creo contenuti per il mio blog ed altri siti che si occupano di maternità.

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