Arredare la cucina di una nuova casa è uno di quei momenti topici nella vita di noi donne. Indipendentemente dal fatto che si sia donne in carriera che trascorrono la giornata in ufficio o mamme a tempo pieno che si occupano dei figli e della casa, tutte subiamo in qualche modo il fascino di questo ambiente particolare.

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La cucina è l’ambiente della casa che forse più di tutti restituisce il clima di famiglia.

È il luogo in cui prepariamo i pasti veloci di ogni giorno ma anche i pranzi luculliani della domenica. È il centro della casa e solitamente è l’ambiente in cui trascorriamo la maggior parte del tempo domestico.

Che si sia delle cuoche provette o si sappia a malapena cuocere un uovo, arredare la cucina nuova è sempre tra le attività preferite nella realizzazione dell’arredo di una nuova casa.

Per questo sarebbe fondamentale non incappare in piccoli errori che potrebbero, a posteriori, farci pentire delle scelte fatte e dei soldini spesi. Come per esempio è successo a me.

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Nella casa dove abitavo prima insieme a mio marito la cucina non era stata scelta da alcuno dei due.

Prima che decidessimo di convivere lui aveva acquistato un loft interamente ristrutturato ed arredato con una bellissima cucina in wengè e pensili bianchi.

Mi era piaciuta moltissimo sin dal primo incontro. Eppure dopo 6 mesi la odiavo a morte e giuravo e spergiuravo che mai più avrei fatto una cucina in wengè.

La parte delle basi è quella solitamente più “maneggiata”. Ci sono i fornelli, c’è il lavandino, gli sportelli vengono continuamente aperti e chiusi per prendere e riporre pentole ed utensileria varia. Realizzarla in wengè non era stato un colpo di genio.

Perchè essendo il legno di colore molto scuro era continuamente ricoperto di ditate e macchie di unto. Sui piani di lavoro la polvere si appoggiava con una facilità e una frequenza incredibili.

A me le cucine sporche o disordinate non piacciono e pertanto, in 4 anni, sono quasi diventata nevrastenica perchè era un continuo pulirla, spolverarla e accarezzarla perchè restasse decente.

I pensili bianchi opachi, dotati di maniglie, andavano un po’ meglio ma non era sufficiente a far dimenticare il nervoso per il lavoro extra imposto dal resto.

Così, quando fu il momento di arredare la cucina per la casa nuova, decisi immediatamente che l’avrei voluta di buona qualità ma soprattutto in colori chiari, opachi, e che fosse facilissima da pulire e tenere pulita.

Dopo qualche mese trascorso a leggere forum online ci eravamo orientati sulla Berloni, che ci pareva potesse offrirci il miglior rapporto qualità/prezzo per il nostro budget complessivo.

Decidemmo quindi di rivolgerci direttamente a un Berloni Store, senza intermediari, per avere un rapporto diretto con il marchio. Anche se raccogliendo le esperienze delle mie amiche non ho avuto motivo di pensare che vi siano differenze rispetto ai servizi offerti dai mobilieri convenzionati.

Tra le linee proposte, abbiamo scelto la Sunny. Volevamo un arredo che non fosse eccessivamente moderno ma neanche tradizionale e questa linea ci pareva il miglior compromesso tra i due stili. Da catalogo appariva così:

cucine-berloni
via www.cosedicasa.com

Noi abbiamo deciso di conservare un colore abbastanza neutro, ma modificandolo leggermente rispetto a quanto visto sui cataloghi. Le basi le abbiamo fatte realizzare in nobilitato nella colorazione Deck-Terra di latte, mentre i pensili e le parti a giorno le abbiamo scelte in laccato opaco tonalità biscotto. Il risultato finale è stato questo:

cucina-berloni

cucina-berloni-sunny

I 5 errori che non rifarei

Nonostante io sia ancora dopo 3 anni e mezzo totalmente innamorata della mia cucina, ci sono errori clamorosi che ho fatto e che nella prossima cucina – o più probabilmente nella prossima vita, visti fatica e costi – non rifarei assolutamente.

Ve li metto tutti qui, così potete valutarli e nel caso tenerli a mente per quando toccherà a voi.

  • Il piano in quarzo BIANCO.

piano cucina in agglomerato di quarzo

Parliamone.

Vedete come è bello brillante, riflettente, lucido, quasi poetico nel suo splendore?

Ecco. Su quel piano si vede tutto. Ogni granello di polvere, ogni ditata, ogni gocciolina stronza di acqua che non avete asciugato e ha macchiato di calcare. Ogni piccolo schizzetto di sugo che impavidamente salta su dalla pentola solo per ricordarvi che anche se alle 21 inizia il vostro film preferito voi dovrete PRIMA ripulire tutto il piano, altrimenti la macchia si fisserà, bastarda, per mai più andare via.

E non potete usare detergenti aggressivi o acidi, perchè è pietra e potrebbe rovinarsi. E non potete utilizzare anticalcare chimico perchè è troppo forte e lo distruggerebbe.

In rete troverete millemila consigli su come tenerlo pulito con rimedi naturali e delicati, ma fidatevi di me che ce l’ho da 3 anni: l’unico modo di tenere pulito sto schifoso è pulirlo giornalmente, e non parlo della normale pulizia di quando si rigoverna la cucina. Intendo proprio la pulizia totale, con uno sgrassatore blando meglio se naturale e una microfibra per asciugare, che se resta bagnato farà gli aloni e sarete da capo.

Bello eh. Ma non è pratico. Fatevene una ragione.

  • La Cappa BIANCA

cappa cucina bianca

Io l’avrei voluta in vetro, ma secondo me sarebbe stata peggio.

Mio marito l’ha preferita bianca in smalto, dal più spiccato mood vintage, secondo lui.

Il mood, invece, è essenzialmente polveroso e la dovete passare ogni giorno con lo straccio, altrimenti l’effetto non sarà quello di una bella cucina vintage bensì la casa di nonna Alberiga, abbandonata dai tempi della campagna di Russia.

  • L’altezza dei pensili

altezza pensili cucina

Quando ho scelto la cucina in show room mi chiesero di quale altezza volessi i pensili.

E io pensavo che si riferissero all’altezza in cm del mobiletto. Scelsi la più alta, pensando che sarebbe stata montata come ogni cucina ad una altezza raggiungibile anche da noi esseri umani sotto il metro e settanta.

Invece no. I miei pensili sono stati montati all’altezza più alta tra quelle disponibili nel senso del muro, e siccome era precisata sul contratto a nulla valse chiedere ai montatori di abbassare leggermente i moduli in modo che potessi, che so..utilizzarli?

Il risultato è che io non ci arrivo.

Voi, magari, pensateci e ponetevi il problema prima di scegliere quantomeno l’altezza dei mobili pensili, eventualmente optando per la taglia più corta.

  • Il carrello portalimenti estraibile

carrello cucina

Lo so, fa fighissimo e piace a tutti. Ma è davvero indispensabile?

Vi dirò: secondo me no. È esteticamente bello, in alcuni casi molto utile in termini di risparmio dello spazio. Ma nella mia cucina, che in misure lineari supera i 5 metri, non ce n’era un reale bisogno.

Non vi si può riporre tutto perchè è comunque uno spazio ristretto e non vi si possono riporre cose eccessivamente pesanti, come piatti e stoviglie, per non rischiare di danneggiare le cerniere e i braccetti di scorrimenti del carrello.

Inoltre si fa abbastanza fatica a pulire internamente, ed essendo generalmente usato per essere adibito a riporre il cibo (io per esempio ci tengo i prodotti della colazione ed i cereali aperti in uso, oltre a spezie e legumi) è importante poterlo pulire spesso.

Nel nostro caso funge anche da terminale del mobile finale libreria e inserirlo con questo preciso scopo ci è costato un extra di ben 1500 euro, perchè il modulo doveva essere fatto apposta.

È onestamente uno spreco di denaro che io non ripeterei.

  • Dulcis in fundo, l’errore che reputo più eclatante, vista la cifra complessivamente spesa, visto lo spazio che avevamo a disposizione e considerato che la nostra cucina è a vista sul salotto e sull’ingresso…è stato non prevedere uno spazio apposito per riporre scope, stracci, spazzoloni e prodotti per la pulizia in genere.

organizzare stracci e scope in cucina

Nella casa di una donna, un errore imperdonabile.

Non perchè la donna sia necessariamente addetta alle pulizie, che invero in casa mia vengono svolte da tutti indistintamente.

Semplicemente perchè siamo noi donne ad avere una prospettiva maggiormente pratica su queste cose ed io ammetto..mi è totalmente sfuggito.

Nonostante questi errori, amo profondamente la mia cucina e non la cambierei con nessun altra al mondo. Dopo più di tre anni non ha fatto una piega, non ha fatto una pecca, e ancora oggi sono lì a togliere le macchiettine per farla risplendere appena ne vedo una.

Voi come vi trovate con le vostre? Avete fatto anche voi degli errori o siete state più brave di me?

 

 

 

Chiara Mainini Administrator

Ciao, mi chiamo Chiara Mainini, mi sono laureata a pieni voti in Giurisprudenza a 23 anni e ho esercitato per dodici la professione di Avvocato penalista. Oggi ho cambiato rotta, dopo un master in web marketing e scrittura per la rete lavoro come web editor freelance: creo contenuti per il mio blog ed altri siti che si occupano di maternità.

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