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Io sono la mamma perfetta e voi non siete nessuno: ecco cosa aspettarsi DAVVERO da (tante) altre mamme dopo che avrete avuto un bambino

Non sono impazzita, amici. Non ho assunto sostanze stupefacenti o psicotrope e non ho bevuto troppo. Ergo, sono molto ben consapevole di non essere affatto la mamma perfetta.

Mi è successo, molto recentemente, di assistere ad una scenetta veramente pietosa su Facebook (e come ti sbagli?), alla quale – davvero – non avrei mai voluto assistere e mi sono detta che ne avrei parlato, perché sia chiaro che quando si dice che la maternità non è tutta rose e fiori, un po’ di responsabilità a riguardo ce l’hanno anche alcune tipologie di mamme.

Perchè la verità è che alcune donne sanno essere veramente cattive e con la maternità hanno iniziato a dare il peggio di sè. Non si sa chi le abbia insignite del cavalierato alla maternità nazionale. Non si sa neppure dall’alto di quale pulpito propugnino le loro verità nè chi ce le abbia, eventualmente, collocate su quel piedistallo.

Eppure loro criticano, sbeffeggiano, dileggiano e offendono il prossimo come se possedessero i comandamenti della genitorialità scolpiti sul lastricato del giardino.

E fanno un sacco di danni, perchè qualche mamma che magari è più fragile, più insicura, più sola finisce pure per crederci alle loro cattiverie.

Sono le mammeperfette. Non importa in cosa credano, a ciascuno è permessa un’opinione. Il punto è semplicemente che loro ne sanno di più. Lo sanno meglio, lo sanno sempre prima degli altri e dicono cose cose così:

 1 – “Non è possibile che una mamma non sia capace di organizzarsi e abbia bisogno di qualcuno che la aiuti col bambino per poter dormire. Significa che non è capace.”

Ah, davvero? Anni di lotte femministe, di reti sociali di sostegno alla maternità e di fior di psicologi che hanno ripetuto che non è sulla sola mamma che deve incidere tutta la parte gravosa dell’essere genitori ..buttati alle ortiche.
Per queste mammeperfette, il giorno che partorisci ti sei consacrata – e volontariamente – sull’altare del sacrificio umano per cui è giusto che tu non dorma. E’ giusto che tu non mangi, è giusto che non ti lavi, è giusto che tu abbia 4 metri di ricrescita di capelli bianchi perchè il parrucchiere – non si comprende il motivo – dal giorno del parto deve assolutamente diventare un lusso trascurabile.

Attenzione: il punto non è che non abbiano tempo per andarci, dal parrucchiere. Che può capitare. Semplicemente, la loro mammeperfettitudine insegna che una mamma non deve andare dal parrucchiere, ma restare attaccata alla culla fino a quando l’infante non sarà in età da matrimonio.

E se disgraziatamente ti lamenti perchè sei stanca (ohibò!), non riesci a pulire casa perchè non chiudi occhio da settimane (sempre perchè è giusto che nemmeno il cane ti dia una mano) o – Dio ci aiuti – devi tornare al lavoro perchè non puoi stare a casa in maternità (perchè per esempio sei un libero professionista e devi tornare in studio) allora ti verrà prontamente ricordato che le loro nonne (buon’anime) hanno allevato 88 figli e di giorno mondavano il riso nei campi.

Quindi niente, devi soffrire in silenzio, devi sentirti inadeguata, perchè “non sei capace di fare da sola come è giusto che sia“.

E se ti viene proposto un servizio che si offre di tenerti il bambino –  che di notte non dorme – mentre tu chiudi un occhio tre ore, lo devi rifiutare con fierezza perchè altrimenti non sei madre per davvero e i figli non te li meriti.

È tutto un devi, con le mammeperfette.

Ora, forse voi state ridendo. Forse pensate che queste frasi io le abbia lette nel gruppo delle mamme pancine, pronunciate da 4 sgallinate isolate.

E invece no, c’è poco da ridere.

Queste frasi, da quando sono madre, io le ho sentite dire tante volte da tante persone insospettabili, alcune delle quali nei sei mesi dopo il parto si sono trapiantate in casa la madre o la suocera ma poi dicono alle altre che devono fare da sole. Behvabeh.

E lo fanno con ferocia, disprezzando. Sono su Facebook e hanno 500, 600, 700 amici, vivono una vita apparentemente normale e sono quelle che quando le senti parlare così ci resti male da morire, perchè ti accorgi che tra te e loro ci sono 85 amici in comune e ti domandi – ma io con una persona così che cosa ho da spartire? -.

A queste mamme vorrei ricordare che nessuna nasce madre.

Madre si impara a diventare giorno dopo giorno, vivendo insieme ai figli e imparando insieme a loro a mettere insieme due vite diverse con ritmi ed esigenze diversi. E quindi sì, una può anche non essere capace senza che questo significhi che sia una troglodita da giudicare e sbeffeggiare.

Come direbbero il vecchio Frankie hi-nrg mc “sono in mezzo a noi ma si sentono meglio“.

2. “Io non capisco come vi venga in mente di lasciare i vostri figli a una baby sitter, se avete tutti sti problemi a fare i sacrifici i figli non fateli o adottateli già grandi”.

Questa cattiveria io non l’ho neppure capita. La relazione tra lasciare un bambino ad una baby sitter (diurna o notturna) e il non voler fare sacrifici quale sarebbe? Semmai, lasciare un bambino a una baby sitter è un sacrificio che si fa perchè non si può fare altrimenti.

C’è chi lavora e non ha nessun altro a cui affidare i bambini.

C’è chi di notte deve assolutamente dormire, non può fare veglia con un bimbo che fa le notti sveglio, perchè di giorno deve per forza essere sul posto di lavoro e deve esserci con lucidità e con una mente che abbia chiuso gli occhi – passatemi la metafora – per almeno 4 ore di fila.

Ci sono donne che si affidano alla rassicurante presenza delle nonne, ci sono donne che hanno la tata, perchè dovrebbe essere disdicevole affidarsi a una baby sitter? E soprattutto in che modo denoterebbe scarso amore o spirito di sacrificio?

Ma questa è – comunque – solo la mia opinione, ogni mamma può pensarla come vuole a riguardo. Non è questo il punto del discorso.

Il punto è sempre che, con le mammeperfette, come fai sbagli. Per il solo motivo che non stai facendo come loro vorrebbero.

Per queste mamme, se non sei disposta a rinunciare al tuo lavoro per assistere di notte un bambino che non dorme, se non sei disposta a ridurti come una mummia incartapecorita che si muove da una stanza all’altra in preda al trance, non è che sei una mamma che la pensa diversamente.

Sei una che non è degna di essere una madre e quindi dovrebbe astenersi dal generare prole.

Resto sempre molto perplessa quando sento e leggo queste scempiaggini, che a mio parere – oltre a dimostrare uno scarso senso pratico, una ridotta empatia ed anche una certa presunzione nel ritenere che le verità della propria famiglia siano universali – dimostrano che ancora oggi molte donne sono ancora profondamente convinte che siccome in casa c’è l’uomo che lavora, allora la mamma deve smazzarsi tutto il resto. Qualora pure ciò richiedesse di sacrificare la propria carriera.

Ma non è così che funziona e non solo perchè non è affatto detto che in casa ci sia un uomo che lavora.

Non è detto perchè a volte l’uomo che lavora, in casa, non c’è ed è la mamma che deve mandare avanti la famiglia per non far finire tutto a carte quarantotto.

Non è detto perchè, quand’anche l’uomo che lavora vi fosse, non è mica stato stabilito che la donna debba per forza rinunciare alla carriera per seguire i figli.

Avere dei figli è una scelta che con la carriera non c’entra un tubo: non è che se hai la carriera e non sei disposta a rinunciarci allora i figli non li devi fare. Altrimenti dovremmo dire che i bambini siano appannaggio delle sole donne che non hanno una carriera.

E siccome mi sembra una considerazione troppo folle persino per queste folli, basterebbe ragionare sul fatto che ognuno con la propria vita ci fa quello che vuole, incluso avere i figli che vuole per decidere di assumere qualcuno che se ne occupi.

Questo non renderà mai nessuna madre peggiore delle altre, così come stare su Facebook a sputare sentenze non rende certe mamme delle puericultrici da imitare.

3. “I miei figli hanno sempre dormito. Se i vostri non dormono dovreste farvi due domande (su che madri siete)”.

La parte tra parentesi di solito non la dicono ma si desume chiaramente dal tono e dal tenore dei commenti che aggiungono in seguito.

Alcune mamme sono convinte che a loro i pargoli siano stati inviati con il manuale di istruzioni telepatico, che loro hanno – chiaramente – saputo interpretare ed applicare alla perfezione.

Se i vostri bambini non dormono sarà colpa di qualche evidente sbaglio che commettete nella loro educazione.

Le mammeperfette seguaci del cosleeping vi diranno che è colpa vostra perché non dormite con i bambini.

Le mammeperfette che non credono nel cosleeping vi diranno che è colpa vostra che non li lasciate in pace e li crepate di caldo, poverecreature.

Le mammeperfette che allattano vi diranno che è colpa del latte artificiale, che non fa nascere il rapporto intimo tra voi e vostro figlio, il quale non dorme perché si sente solo.

Le mammeperfette che non allattano vi diranno che è colpa dell’allattamento perchè tenere il bambino sempre attaccato alla tetta lo vizia.

Ancora una volta il problema non è la corrente di pensiero: ognuno sceglie ciò di cui più si fida. Non ha importanza in cosa si crede: il cosleeping, l’autonomia, l’allattamento naturale, quello artificiale. Non è questo il punto.

Per le mammeperfette il punto è sempre che – se non fate come loro, che sono appunto perfette – per forza che-poi-succede-che.

Per forza che il bambino piange: lo viziate troppo/non lo viziate abbastanza

Per forza che il bambino non mangia: il vostro latte non è buono/l’artificiale fa schifo

Per forza che il bambino non dorme: gli state troppo addosso/non gli state addosso abbastanza

E’ comunque colpa vostra, fatevi due domande. E fatevene una ragione.

 

4. “Mandare i bambini al nido è sbagliato perché i bambini, quando sono piccoli, hanno bisogno solo della mamma”.

Questa fa il paio con quella del punto 1 e oltre ad essere infondata per tutta una serie di ragioni che sarebbe persino noioso spiegare qui, è veramente meschina.

Sempre perché è detta nella più totale ignoranza delle necessità pratiche di molte famiglie.

A me a queste persone piacerebbe chiedere: “e quindi voi come risolvereste il problema di una famiglia nella quale si deve per forza lavorare e non ci sono familiari che aiutino?“.

Anzi, per correttezza espositiva devo dire che questa domanda io l’ho fatta ad una di queste mammeperfette, la quale mi ha risposto (cito testualmente):

Ahè, quindi siete tutte nella situazione che lavorate dodici ore al giorno, 7 giorni su 7 e non conoscete nessuno, manco un vicino, a cui potete lasciare il bambino?

Ebbene, io sulle prime non ho saputo cosa rispondere perchè mi sembrava una domanda talmente sciocca che credevo fosse uno scherzo.

Poi ci ho pensato, continuando a seguire la discussione, e mi sono resa conto che la mammaperfetta diceva sul serio.

E quindi le ho risposto che sì, ci sono mamme che lavorano dodici ore al giorno 7 giorni su 7, ma ci sono anche mamme che lavorano con turni di 8 ore e questo non fa alcuna differenza. Perchè le mamme che lavorano hanno bisogno che i bambini siano affidati ad educatori professionali qualificati e non a un vicino di casa che magari ha 70 anni. E poi le ho risposto che, in ogni caso, pur sforzandomi, proprio non riuscivo a capire come un vicino di casa potesse sopperire alla mancanza di una mamma meglio di un asilo nido, con quali apporti e con quali modalità.

E me lo chiedo ancora oggi, sinceramente.

E’ chiaro che trascorrere del tempo con la mamma, con i propri familiari o con i nonni, potendo, è la cosa più bella che esista per ogni bambino. Ma non è detto che sia sempre fattibile e quindi non capisco perchè il dirimpettaio dovrebbe essere un’opzione migliore di un nido.

In generale, però, non capisco proprio il concetto di base: ma perché si deve sempre partire dal presupposto che gli altri debbano fare quello che va bene per noi e che se non lo fanno siano degli incapaci?

Ma niente, la mammaperfetta si era espressa e aveva lanciato il proprio veto, cercare di farla ragionare è stato impossibile.

 

5. “Il pannolino si toglie quando è ora: 18 mesi per la femmina e massimo 24 per il maschio. Io ho spannolinato 4 figli e lo saprò”.

Questa è la caratteristica per eccellenza della mammaperfetta: che lei lo ha già fatto più volte e quindi lo sa.

Io sono una umile MammaDiUno e manco perfetta, ma se c’è una cosa che l’esperienza con Edoardo mi ha insegnato è che anche con i figli, come per tante altre cose, il momento giusto non esiste. Quantomeno non esiste come riferimento temporale assoluto. Ossia: non esiste uno spazio temporale identificabile come l’esatto momento di tutti i bambini per la rinuncia al pannolino.

Esiste, invece, il momento adatto a ciascuno.

Così come esiste la modalità adatta a ciascuno. C’è chi usa le mutandine usa e getta e chi comincia dai pannolini up&down, c’è chi toglie il patello e via, non aggiunge altro perchè tanto il bambino si controlla e dice subito pipì, e c’è chi trascorre mesi ad insegnare a riconoscere lo stimolo.

Ma no, la mammaperfetta vi parlerà delle sue esperienze (per comodità sintetizzate nel titolo in questa modalità, ma potrebbe essere una qualunque delle altre che ho descritto) declinando la lista delle cose giuste da fare perchè gliele ha spiegate Mosè in persona sul monte Sinai, e quindi lei lo sa. Dovete fare come dice lei, altrimenti siete voi stesse la causa dei vostri fallimenti.

In questo viaggio di sei anni nella maternità io di mammeperfette ne ho incontrate tante.

Alcune mi hanno ferita perchè mi hanno trattata come se non valessi nulla.

Altre mi hanno resa più forte, perchè di tale e tanta antipatia da stimolarmi a diventare il più diversa possibile dal loro esempio.

Altre ancora le ho semplicemente ignorate perchè non meritavano grande attenzione.

Però io sono sempre stata una con un carattere molto volitivo e sicura di me stessa e delle decisioni che ho preso nella vita.

Il rischio è che l’incontro con una mammaperfetta possa mandare in crisi magari mamme più sensibili, più insicure o semplicemente meno testarde di me.

Perchè purtroppo nella vita a volte si incontrano persone che ti dicono la cosa sbagliata nel momento sbagliato.

Il trucco allora, il vero segreto per sconfiggere le mammeperfette, è semplicemente sapere e tenere sempre presente che le mamme perfette non esistono. Che non sono perfette neanche loro, dall’alto di quell’Olimpo di assurde convinzioni e giudizi sugli altri.

Che meno brave ed adeguate vi sentite e più avete margine di miglioramento, mentre a chi si sente bagnato dall’eccellenza nessuna crescita sarà mai possibile.

Non lasciate che vi convincano che siete cattive madri solo perchè siete madri diverse.

Non lasciate che vi persuadano che a fare una madre brava sia il livello di annientamento personale che investirete nella crescita di un figlio.

E non vi spaventate quando le incontrerete lungo il vostro cammino.

Siate forti, siate indipendenti dai giudizi degli altri e ricordatevi che una scuola per diventare mammeperfette non esiste.

Come essere mamme è un’emozione che vi viene da dentro, che non può essere spiegata e non può essere imposta a nessuno.

Tantomeno su Facebook.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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