Se da un lato è vero che non tutti sognano necessariamente di sposarsi, lo è altrettanto che quelli che lo sognano desiderano tutti la stessa cosa: organizzare un matrimonio da favola. Il nostro, tra mille inconvenienti e fuori programma, lo è stato e in questa settimana in cui marito ed io festeggiamo il quarto anniversario dal sì ve lo voglio raccontare.

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La proposta

Se dovessero chiedermi se il mio sia stato un matrimonio tradizionale sinceramente non saprei bene cosa rispondere.

Mi sono sposata in un’antica chiesa romanica e con l’abito bianco, un lungo strascico cattedrale e un velo mantiglia finemente ricamato, ma convivevo da oltre tre anni e avevo già un bambino di 18 mesi.

Il nostro è stato un matrimonio che si potrebbe definire in molti modi tranne che convenzionale.

A partire dalla proposta arrivata 14 mesi prima della fatidica data, avvenuta davanti al fasciatoio in bagno e senza il tradizionale anello ma con qualcosa di ben più prezioso:

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Gli è piaciuto vincere facile, come si può dire di no a un  musetto del genere?

Comunque poi, per il Natale ed il compleanno, arrivò anche l’anello !

La scelta della data

Solitamente gli sposi scelgono la data delle nozze in base a una vasta serie di fattori: il periodo dell’anno in cui preferiscono sposarsi, il luogo prescelto per la luna di miele o anche il periodo in cui spesso si è obbligati a prendere ferie.

Noi la data non l’abbiamo affatto scelta: ci è stata comunicata in base alle mille pretese che avevamo elencato al parroco!

In effetti siamo stati molto fortunati: abbiamo scelto di sposarci in una Cattedrale romanica distante quasi mille chilometri da casa nostra e retta da un sacerdote che non conoscevamo affatto. Ma ne eravamo innamorati e ci siamo presentati lì dicendo:

  • che volevamo sposarci lì
  • che volevamo sposarci in estate ma dopo giugno (mese in cui il mio testimone sarebbe divenuto maggiorenne) e prima di agosto (mese in cui le temperature del posto sono a dir poco roventi)
  • che volevamo sposarci di sera, laddove per sera non intendo il consueto orario delle celebrazioni nuziali pomeridiane fissato ore 17…ma proprio di sera. Al calar dell’oscurità.

Don Luigi, che Dio lo benedica sempre, pur aspramente criticato da molti come parroco impaziente e burbero, con noi si dimostrò molto affettuoso e felice di celebrare le nozze di due sconosciuti con figlio a carico e ci comunicò che ci avrebbe sposato alle ore 19 del 19 luglio 2014.

Eravamo molto felici, soprattutto io. Che avendo visto respingere la mia primissima proposta di un matrimonio ristrettissimo sulla spiaggia di Santo Domingo, avevo rielaborato l’intero disegno immaginando un matrimonio serale, elegante ed aristocratico.

L’organizzazione

Organizzare un matrimonio a distanza tra un milanese e una ciociara non è stato per niente facile e a ripensarci sono felicissima di aver avuto a disposizione ben 14 mesi per preparare tutto.

Ho seguito io ogni dettaglio dell’intera organizzazione, cosa che in più di un’occasione ha rischiato di mandarmi al manicomio visti i numerosi imprevisti che non mancano mai e che non sono mancati nemmeno a noi, ovviamente.

Ho preparato da sola, a mano, le mie partecipazioni di nozze. Ho scelto la carta, ho commissionato a due amici la realizzazione di un monogramma personalizzato da stampare su tutti i cartonati delle nozze e ho creato lo schema degli inviti. Ho ideato i segnaposto, i tag del ricevimento e delle bomboniere, i biglietti di ringraziamento agli ospiti che avrebbero trovato posto su ogni tavolo.

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Ho materialmente confezionato a mano tutti gli inviti, con l’aiuto e il sostegno di alcune tra le mie più chiare amiche e credetemi…forse non erano lussuosi o perfetti ma erano bellissimi e mi hanno riempita di orgoglio

Per le bomboniere mio marito ed io abbiamo fatto una scelta parzialmente solidale. Abbiamo, cioè, voluto devolvere una somma a favore dell’associazione Operation Smile Italia Onlus, che si occupa di bambini affetti da labiopalatoschisi come il nostro Edoardo, e in cambio abbiamo ricevuto dei piccoli cubi in cartone su cui era stampata la storia della nostra scelta e che abbiamo donato agli invitati con i confetti alla seduta del ricevimento.

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La bomboniera di ringraziamento per gli invitati, invece, era costituita da un pacchetto di caffè aromatico pregiato della bottega storica milanese Hodeidah, che abbiamo donato in vari aromi differenti confezionati (sempre da me e dal mio esercito di amiche) in sacchetti di iuta.

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La bomboniera per i testimoni e per i genitori era costituita da una bella scatola in latta della bottega storica con all’interno un libro sul caffè pregiato e vari aromi di caffè, incluso il famigerato Kopi Luwak.

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Il caffè è stato il tema del matrimonio in effetti, non solo perchè tutti i confetti che abbiamo scelto erano aromatizzati al caffè ma soprattutto perchè ci ha fornito poi il leitmotiv per il tableau de marriage: “L’amore è una miscela perfetta”, dove ogni tavolo aveva il nome di uno degli ingredienti di un matrimonio felice (secondo noi).

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Il libro firme degli ospiti, invece, è il mio particolare orgoglio.

Volevo qualcosa che fosse diverso, qualcosa che non dovesse essere tirato fuori da un armadio per essere guardato. Volevo una cosa originale.

L’ho ordinato su Etsy 7 mesi prima delle nozze, è arrivato da Los Angeles e con tutti gli impicci tipici della dogana italiana mi è arrivato più o meno la settimana precedente il matrimonio, con susseguente crisi isterico-nevrotica.

Ma di tanto patimento è valsa la pena: ogni ospite ha apposto la propria firma su una delle foglie ed oggi troneggia fiero nel mio salotto

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La scelta dell’abito

Eh lo so che questo è ciò che più vi interessa dall’inizio del post!!

La scelta dell’abito è stato un vero tormentone.

Dopo un giro preliminare tra TUTTI gli atelier della zona (leggasi: Milano) insieme alle mie amiche, ho scelto di affidarmi a Pronovias per la realizzazione del mio vestito da sposa. In realtà sapevo da circa 10 anni che avrei voluto un abito Pronovias, da quando avevo visto l’abito di una mia amica, ma ho voluto vedere anche altre marche per scrupolo e ai miei occhi – da subito – non c’è stato paragone.

Naturalmente, come sempre accade, sono partita con una serie di idee e pretese che poi sono state totalmente ignorate nella decisione finale.

Per esempio, avevo deciso che il mio abito dovesse essere azzurro e in tulle, con un corpetto senza maniche ma non a cuore. Mi fu proposto il modello Ocotal (che come vedete ancora ricordo), che per quasi tutto il tempo è stato la mia scelta più papabile: era meraviglioso

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www.pronovias.com

Ma ero piena di dubbi e quando sono tornata in atelier con mia madre per la vera scelta definitiva, seguendo i suoi consigli, ho avanzato delle richieste nuove sulle quali non avevo mai riflettuto.

Avevo deciso di provare un abito col corpetto in pizzo, la linea ad A ed una luuunga coda ricamata. Mi fu proposto un abito che era la rivisitazione in chiave moderna dell’abito di Grace Kelly, che tante volte da bambina avevo ammirato sulle riviste e la scelta all’improvviso divenne semplice: era lui.

Avevo trovato il mio abito da sposa.

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Il mio abito era in raso ricamato con corpetto in raso e pizzo plumetis. La gonna aveva una lunga abbottonatura che partiva dietro il collo e terminava in fondo alla coda ed era dotata di un gancio che permetteva di raccogliere lo strascico e regolarne la lunghezza in modo che riuscisse persino a scomparire del tutto.

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Il velo era in tulle con ricami di pizzo, applicato alla maniera “mantiglia” e aveva dei piccoli bottoncini che mi permisero di allacciarlo ai polsi durante la celebrazione, per coprire le spalle e le braccia nude senza dover ricorrere a una stola o agli odiati guanti.

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Mi sono sentita bellissima per tutto il tempo, nonostante il sovrappeso lasciatomi dalla gravidanza, che stavo ancora cercando di combattere con estrema ferocia.

Leggi anche: In gravidanza ho preso 30 chili (e poi li ho persi tutti).

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Il mio seguito è stato vestito in parte dal mio atelier (mia mamma e mia sorella) e in parte dall’atelier che ha vestito mio marito (la mia damigella).

L’abito di Lui

Mio marito, su mio consiglio, ha scelto il Made in Italy di Carlo Pignatelli. Non solo perché sinonimo di bellezza ed eleganza, ma soprattutto perché con la difficoltà dei suoi gusti – dopo una rapida ricerca di mercato – sembrava essere l’unico atelier che sposasse appieno le sue pretese … (e poi si dice che é la sposa quella difficile da accontentare…)

Abbiamo scelto un mezzo Tight anche se la cerimonia era serale perché la sola idea di vestire il Frac aveva provocato in mio marito un riso isterico incontrollabile, così come la proposta di un Tight pieno con cappello a cilindro.

Questo è un altro motivo per cui potremmo dire che il mio matrimonio è stato tutto fuorché tradizionale : delle regole cerimoniali ce ne siamo infischiati, facendo esclusivamente quello che più ci piaceva.

Il colore prescelto fu il blu, con un panciotto color crema abbinato al colore del mio abito, una camicia finemente ricamata e un Plastron tono su tono.

Ad oggi continuo a pensare che fosse lo sposo più bello ed elegante che io abbia mai visto, ma sono evidentemente di parte.

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Edoardo è stato vestito dal medesimo atelier, con un mini pantaloncino e un mini panciotto blu come il vestito del papà, una camicia color crema e un papillon che – onestamente – non credo sia arrivato alla prima foto ufficiale.

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L’allestimento in Chiesa

Per l’addobbo in Chiesa mi sono rivolta al fioraio consigliatomi dal sacerdote. Io non avevo particolari conoscenze in loco e, trattandosi di una Cattedrale molto grande, ho pensato che fosse bene rivolgersi a qualcuno che avesse comprovata esperienza negli allestimenti di quel luogo specifico. Così chiesi a Don Luigi e la sua proposta mi fu poi confermata da alcuni amici di famiglia che lì risiedevano.

La prima volta che ci siamo recati da Costanzo ed Elisa li ho visti piuttosto perplessi e interdetti circa i colori che avevamo scelto per il matrimonio: ogni mio dettaglio colorato, infatti, era declinato nei 3 colori del crema, del blu e dell’arancio.

Il mio allestimento in Chiesa ha seguito questo coraggioso abbinamento e nonostante le incertezze sulla riuscita, la loro bravura e professionalità ha fatto sì che tutto risultasse veramente splendido. A posteriori ho saputo che molti sposi – negli anni successivi – hanno chiesto di replicare il nostro addobbo.

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Il Ristorante e l’Albergo per gli ospiti

Riguardo al ristorante non abbiamo avuto incertezze nè dubbi di sorta. Abbiamo scelto un luogo incantevole, riserva naturale del WWF, con un vecchio mulino restaurato e un sacco di animali appartenenti a specie protette, che conoscevamo molto bene in quanto situato nei pressi della casa dei miei genitori. L’enorme anticipo della proposta rispetto alla data delle nozze ci ha permesso di riservarlo subito, non appena appresa la disponibilità della Chiesa, ed anche sul menu abbiamo avuto pochissime perplessità. L’intera organizzazione del ricevimento non credo sia durata più di una settimana, nel complesso.

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Anche la prenotazione dell’Hotel in cui accogliere gli ospiti milanesi è stata veloce e immediata. Il piccolo paese dei miei vanta un solo grande albergo, ben recensito, e la nostra scelta è stata quella di collocarli tutti ad una brevissima distanza da casa. Non solo in considerazione della festa di fidanzamento che si sarebbe tenuta la sera prima del matrimonio, ma soprattutto per la necessità di essere tutti il più vicino possibile per ogni evenienza.

Ho riservato un numero di massima delle camere a partire dalle prime generali conferme, circa sei mesi prima, mantenendo col gestore l’accordo che avrei raffinato la prenotazione con i numeri corretti circa 15gg prima del check-in.

Sono stati estremamente cordiali e gli ospiti ci hanno riferito di essere stati trattati tutti molto gentilmente e professionalmente.

Siete curiosi di sapere cos’è successo di buffo, imprevedibile e straordinario nel giorno del nostro sì? Non perdete il prossimo post!

 

2 thoughts on “Storia del nostro Sì: come organizzare un matrimonio da favola ed essere felici anche se capiterà di tutto!”

  1. Ma che meraviglia! Grazie per aver condiviso questi ricordi a tinte vividissime! Dalla proposta “live” che più live non si può (ehhh) sino al tuo abito principesco…mi è piaciuto TUTTO.
    E complimenti anche per l’organizzazione – io, ai tempi, delegai in toto alla mia più esperta genitrice ma a leggerti adesso…peccato, avrei trovato sicuramente spunto.

    Un caro saluto e naturalmente, buon anniversario!

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