recensione di quello che non ti ho mai detto

Come sapete io amo i Thriller. Sono tra i miei romanzi preferiti e non ne leggo mai abbastanza.

Quello che non ti ho mai detto è a metà strada tra un bellissimo Thriller e un romanzo psicologico eccellente.

I sentimenti e le emozioni giganteggiano sugli stessi personaggi riuscendo a creare un intreccio incalzante e drammatico, che vi terrà sospesi fino all’ultima pagina.

Lydia è un’adolescente introversa e molto sensibile, abitante della più retrograda provincia americana degli anni ’70, ed è cinese: una ragazza “diversa” in un segmento di società “bianco” e benestante.

I suoi occhi azzurri, a dispetto dell’etnìa, non la aiutano ad integrarsi, facendola sembrare ancora più strana e fuori dall’ordinario in un contesto in cui l’omologazione è il criterio direttivo della vita sociale.

Nemmeno i suoi genitori sono fonte di aiuto.

Suo padre, affetto da un patologico senso di inferiorità e mancata accettazione di se stesso, mira solamente a renderla un clone di tutti i suoi compagni.

Non si domanda mai se valga in qualche modo la pena di aiutarla a valorizzarsi e distinguersi per affermare agli altri la propria identità.

Sua madre, vittima costante dell’insoddisfazione per aver rinunciato alla carriera medica tanto agognata, la tratta semplicemente come un prolungamento dei propri lombi, soffocandola di aspettative e pretese destruenti.

Lydia vorrebbe opporsi, vorrebbe gridare con fermezza come si sente ma ha paura.

Teme che la madre la abbandoni di nuovo, come quel giorno di tanti anni prima nel quale era fuggita in un’altra città, lasciando il marito ed i figli per tornare a studiare.

Il giorno del suo rientro a casa, Lydiaa ha promesso a se stessa che avrebbe fatto di tutto perchè restasse con loro per sempre, per non deluderla. Per tenerla vicina a sè.

Poi ci sono Nath – il fratello maggiore al quale nessuno presta attenzione – e Hannah, la piccola di casa, che ha una cameretta in soffitta e la strana abitudine di nascondersi ovunque senza che nessuno noti mai la sua assenza.

Tutto nasce e finisce in Lydia, è lei il sole e la luna di quella casa.

La sua scomparsa genera la deflagrazione del nucleo familiare.

Fino a che punto le nostre aspettative possono pesare sulla vita dei nostri figli, influenzandola?

Quanto è giusto che il nostro comportamento li sproni all’eccellenza ed al superamento dei limiti, se i loro desideri sono rivolti altrove?

Questi sono i temi principali del romanzo di Celeste NG, che ha saputo costruire una trama accattivante e serrata dinanzi alla quale il lettore è obbligato a mettersi a nudo con i propri difetti di genitore.

In questo libro sono i sentimenti a parlare, molto più dei personaggi.

La rabbia, l‘insoddisfazione, la frustrazione e la disperazione prendono forma e corposità al punto che vi sembra quasi di poterli toccare.

Di poter sentire in fondo alla vostra gola il dolore di un figlio che si sente caricato di un peso eccessivo ed insostenibile.

È difficile per una madre accettare di non conoscere la propria figlia?

Non quanto scoprire di averla soffocata e delusa.

Di averla costretta a vivere una vita finta, sceneggiata come nei migliori spettacoli secondo la volontà del regista, vuota di aspirazioni reali, condizionata dai desideri di altri.

Ho provato una pena enorme per questa donna.

Una madre che si affanna alla ricerca di un colpevole, di un cattivo da sbattere in cella buttando la chiave. Per la sola consolazione di poter dire che l’orco non c’è più e il mondo è tornato sicuro per i nostri ragazzi.

Ma la verità è che niente può ferire un figlio quanto le parole di un genitore.

Nessun atto di bullismo può violentare i sentimenti di un figlio quanto il pensiero di non essere accettati per quello che si è.

Il pensiero di essere presi in considerazione e visti solo se e in quanto si sia all’altezza di soddisfare ciò che i genitori si aspettano.

Quello che non ti ho mai detto è un libro vero, profondo, straziante.

Che indaga nell’incubo delle insoddisfazioni, dei problemi irrisolti, del rifiuto di se stessi e dei propri limiti.

E vi spiega con cruda sincerità quali e quanto disastrose possano essere le conseguenze di una genitorialità superficiale ed egoista.

Da leggere, assolutamente.

 

4 thoughts on “Quello che non ti ho mai detto, di Celeste NG”

  1. Ma non ci credo! Ordinato in libreria settimana scorsa dopo aver divorato “Tanti piccoli fuochi”, stamane esulto perchè mi è arrivato un SMS in cui mi si dice che il libro è pronto per il ritiro.
    E adesso butto un occhio ai tuoi post sempre illuminanti e…più *luminosi* di così!
    Non vedo l’ora di iniziarlo! Grazie grazie: partivo carica di aspettative e a leggerti, direi che non saranno proprio disattese!

        1. Ciao cara! Sai che quest’estate, quando sotto l’ombrellone divoravo di gran carriera questo romanzo meraviglioso, ti ho idealmente ringraziata più e più volte..? Che dire – una trama intrigante sostenuta da una scrittura potente, davvero il podio tra le mie letture estive!
          Perciò, se hai altri consigli/altre letture “golose” per le mani o tra gli scaffali…consiglia, consiglia pure!
          Un caro saluto, K

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