acne dermatite

È arrivata la Primavera: sole, prati, vento, trallalà e la nostra fedele amica dermatite. Ma quest’anno, secondo voi, potevamo mai farci mancare l’imperdibile esperienza di provare un tipo di dermatite differente? No, ovviamente. Nel ventaglio di possibilità che madre natura così generosamente ci offre, quest’anno abbiamo scelto couperose e rosacea, in combo con la dermatite da cloro.

Abbiamo già parlato del fatto che io, per natura, non abbia una bella pelle e di come tenti, sommariamente, di prendermene cura. L’ho imparato da mia nonna, che era una vera “guru della skincare”, come si direbbe oggi:

Skin care, orti di zucche e creme per i gomiti

Quando dico che non ho una bella pelle intendo soprattutto che è una pelle difficile perchè ha molte esigenze diverse.

E non è sempre facile soddisfarle con i prodotti più diffusi in commercio. A meno di comprare 30 crema diverse, ovviamente.

Avete presente quando entrate in profumeria, o in farmacia, o dovunque acquistiate i vostri prodotti per il viso, e l’assistente di vendita vi domanda “che tipo di pelle ha lei?”

Ecco, voi rispondereste “normale”, o “mista”, oppure “secca”.

Io devo rispondere:

allora guardi, in primo luogo è una pelle sensibile ed intollerante, qualunque – E DICO QUALUNQUE – cosa io ci metta sopra mi provoca un qualche tipo di reazione. Inoltre sono allergica al nickel quindi deve essere un prodotto assolutamente nickel free e non semplicemente nickel tested. Sulla zona T è a tendenza mista, perchè spesso si lucida e ho i pori dilatati. Ma non sempre. Su tutto il resto del viso è secchissima – ma secca che se non uso un prodotto giusto sembro Ramses il Grande dopo il ritrovamento, ma senza le bende. Cosa mi può proporre?

Solitamente la risposta che le leggo negli occhi è “Lourdes”.

Non lo dicono mai perchè altrimenti verrebbero licenziate ma ci sono conversazioni di occhi che sono inequivocabili.

By the way, non è questo il punto.

Il punto è che – partendo da una pelle che di base ha tutte queste problematiche – lo scorso inverno ho iniziato ad averne di nuove.

In principio fu la Couperose.

Per anni ho sentito pronunciare questa parola chiedendomi cosa significasse. Quest’inverno l’ho scoperto mio malgrado.

La Couperose, detta anche Rosacea, è una forma di dermatite cronica molto comune che colpisce soprattutto le donne che hanno una pelle del viso chiara.

 

Si tratta di una piccola rete di vasi sanguigni che diventa evidente conferendo un tipico rossore alla zona delle guance, del naso, della fronte e – a volte – anche del décolleté.

dermatite da cloro

Ho iniziato a notare i primi rossori intorno all’inizio di dicembre, quando a Milano è arrivato un freddo che potrei definire artico.

La sintomatologia è stata aggravata da una forma di bruciore e di calore al viso.

Istintivamente ho pensato che si fosse trattato di una sorta di ustione da freddo.

In quel periodo stavo ancora utilizzando un duo di creme totalmente naturali e ho immaginato che probabilmente non conferissero un’adeguata protezione dal freddo alla mia pelle già estremamente sensibile.

Cosa ho fatto? Sono andata in profumeria a chiedere consiglio per questo tipo di problema e ho acquistato un costoso duo di creme di nota marca di luxury skin care.

Errore numero 1.

Quando avete un problema importante alla pelle del viso NON dovete andare in profumeria ma dovete rivolgervi ad un dermatologo.

Questo perchè le patologie della pelle sono importanti esattamente come le patologie di qualunque altra parte del corpo e, soprattutto, possono cronicizzarsi come le patologie di qualunque altra parte del corpo. E noi non vogliamo assomigliare alle pescatrici dei mari del nord, giusto?

Col passare del tempo non ho visto alcun miglioramento e, anzi, mi pareva proprio che lo stato complessivo della pelle del mio viso stesse peggiorando.

Avevo questi momenti che potremmo definire vampate di calore, nei quali la pelle all’improvviso diventava tutta rossa e calda, come se avessi fatto una lampada con dei filtri non puliti (e se vi sembra strano questo paragone sappiate che mi è capitato: 5 giorni prima del matrimonio mi sono ustionata il viso, no comment).

Ho continuato a pensare che fosse colpa del freddo e ad utilizzare il mio duo luxury (anche perché è costato un rene), nonostante mi vedessi sempre più arrossata e nonostante il rossore mi sembrasse ancora più diffuso a tutto il viso.

Errore numero 2.

Questo era indubbiamente il momento in cui avrei dovuto rivolgermi al dermatologo, senza ulteriori indugi.

Ma siccome tutti mi ripetono costantemente che sono ipocondriaca, che sono una malata immaginaria, che di ogni piccola facezia faccio una tragedia, ho provato per una volta a prendermi meno sul serio e ho continuato a pensare che fosse una cosa transitoria dovuta al freddo e che – applicando costantemente quel duo luxury – la faccenda si sarebbe risolta.

Sono andata avanti così fino a quando è arrivata la primavera, il freddo ha mollato il colpo e – una mattina – sono andata in erboristeria per acquistare il fondotinta che utilizzo solitamente quando fa caldo.

L’erborista mi ha guardata e mi ha detto :

Signora, con la pelle così arrossata io le sconsiglio di applicare qualunque prodotto, anche se naturale, fino a quando non avrà sfiammato.

A quel punto ho capito che non era la mia solita ipocondrìa a farmi vedere tutta arrossata e considerato che la temperatura quel giorno era gradevole mi sono preoccupata davvero e ho capito di dover andare da uno specialista.

Le cause della Couperose

Da un punto di vista strettamente teorico mi è stato spiegato che alla base della Rosacea c’è innanzitutto una predisposizione di origine familiare. Mi è parso strano perché non mi sembra che mia madre ne soffra o ne abbia sofferto e sono certa che non ne soffrisse mia nonna, che aveva una pelle di porcellana e un incarnato bellissimo.

Tuttavia, la familiarità non è l’unico fattore. La Rosacea può dipendere certamente dal clima, soprattutto quando fuori è molto freddo il continuo passaggio dal freddo al cado e viceversa, stimolando la vasocostrizione e la vasodilatazione in maniera continua, può determinare una manifestazione importante a carico della pelle del viso. Questa spiegazione l’ho trovata già più coerente al mio caso, perché in effetti il tutto ha avuto inizio quando a Milano è arrivato il vero freddo e – in effetti – tutti gli eventi di “vampate di calore” si sono manifestati o al rientro a casa oppure dopo essermi lavata il viso con quel mio viziaccio brutto di usare l’acqua gelata.

Chi soffre di Rosacea – infatti – deve sempre lavare il viso con acqua tiepida e possibilmente con detergenti poco schiumogeni e molto delicati.

Ad aggravare il quadro possono intervenire molti altri fattori.

In primis, una questione legata ai livelli ormonali. Spesso chi assume anticoncezionali soffre più facilmente di questo disturbo e – ovviamente – al momento della comparsa dei sintomi io stavo assumendo la pillola anticoncezionale.

Alla mia obiezione circa il fatto che assumo la pillola dall’età di 19 anni (a parte l’interruzione dovuta alla gravidanza, ovviamente), lo specialista ha risposto che una lunga e costante assunzione di contraccettivi nel tempo è esattamente il quadro ormonale tipico di questo disturbo. L’ho già detto che il #maiunagioia è uno stile di vita?

Completano il ventaglio delle possibili cause l’essere in periodo prossimo alla menopausa, eccessivi livelli di stress (ce l’ho), eccessiva esposizione al sole, alimentazione scorretta.

A questo punto il mio disturbo sembrava aver trovato una perfetta identificazione ed anche una probabile causa. Pertanto siamo riusciti ad individuare anche i rimedi consigliati per il mio caso specifico.

I rimedi che mi sono stati proposti appartengono a due categorie.

1. Rimedi di prevenzione.

In questa categoria rientrano, in primo luogo, i

1.1 consigli alimentari.

dermatite da cloro

Ci sono alcuni alimenti che sono assolutamente sconsigliati a chi soffre di questo problema per via della loro azione vasodilatatrice, che va ad aggravare la patologia. Tra questi troviamo gli alimenti che contengono istamina o istamino-liberatori come prodotti caseari in generale, yogurt, formaggi, cioccolato, melanzane, spinaci, pomodori, fagioli, piselli, banane, fichi, prugne.

dermatite da cloro

Inoltre mi sono stati sconsigliati gli alcolici ed anche i cibi troppo speziati.

Per contro, ci sono invece moltissimi alimenti che mi sono stati indicati come potenti alleati per tenere a bada il problema.

Innanzitutto ho dovuto imparare ad aumentare correttamente l’apporto di omega-3 nella mia dieta. Gli omega-3 infatti sono molto utili per bilanciare il rapporto tra vasodilatazione e vasocostrizione. Non mi è stato consigliato l’uso di integratori – che pure si trovano in commercio – in quanto non ritenuto maggiormente utile rispetto ad un buon consumo di alimenti ricchi di questi elementi: semi di lino, semi di kia e tanto pesce azzurro.

pesce azzurro

Anche gli alimenti ricchi di vitamina C e flavonoidi svolgono un compito importante nel rendere più resistenti le pareti dei capillari e – per questo – sono fortemente consigliati.

Parliamo quindi di more, mirtilli, lamponi, ribes, uva rossa, susine, tè, cipolle, cavolfiori, broccoli, lattuga e peperoni, che per fortuna sono tutti alimenti dei quali sono molto ghiotta e che consumo sempre in grande quantità. A riguardo, la mia erborista di fiducia mi ha consigliato un integratore che sto invece assumendo con grande soddisfazione, ovvero le perle di olio di ribes.

L’olio di ribes nigrum, infatti, svolge un’azione stimolante delle ghiandole surrenali nella produzione di cortisolo, un “cortisone” prodotto dal nostro corpo per reagire alle infiammazioni. Da quando lo assumo devo ammettere che il rossore è del tutto scomparso.

Consigliatissimi anche tutti gli ortaggi e frutti di colore viola che contengono i famosi antociani, potentissimi antiossidanti che svolgono una funzione di contrasto ai radicali liberi (e quindi rallentano l’invecchiamento) ma soprattutto proteggono e rinforzano i vasi sanguigni, aiutando a risolvere la causa primaria di questo orribile disturbo ed inestetismo. Il succo di mirtillo – purché scelto in una formulazione che non contenga boilerate di zucchero – è un vero toccasana.

Mi è stato detto anche di iniziare a fare uso di avena e grano saraceno – che ha pure il beneficio di non essere un carboidrato, #OgniTantoUnaGioia – in quanto ricchi di manganese e cobalto e quindi utili per migliorare l’elasticità e la capacità riparatrice della pelle.

grano saraceno e verdura

Infine, una nota di merito se la sono guadagnata anche pollo, bresaola, vitello e uova, poiché ricchi di triptofano e fenilalanina, essenziali per la sintesi della melatonina, che regola il tono vascolare e riduce la vasodilatazione.

Sto cercando di seguire il più possibile queste indicazioni alimentari, tenendo sempre ben presente che ho da tutelare anche le esigenze relative alla mia intolleranza glucidica. Pertanto, per esempio, non posso sguazzare nell’avena e nel grano saraceno e ogni tanto ho bisogno di uno yogurt anche per aiutare la regolarità intestinale. Però devo ammettere che con questi accorgimenti alimentari la mia dieta non solo è più piacevole, colorata e varia ma effettivamente ha prodotto un’attenuazione pressoché immediata dei rossori del viso.

1.2 Best practice per il trattamento della pelle del viso

Tra i rimedi di prevenzione che mi hanno raccomandato rientrano anche le best practice per la detersione del viso.

Come ho già detto più su, in primo luogo mi è stato detto che la pelle del viso non va mai lavata con acqua troppo calda o troppo fredda perché anche questo sbalzo di temperatura può accentuare quel fenomeno che determina l’arrossamento del volto.

È necessario – ma questo lo facevo già – struccarsi molto bene la sera per rimuovere non solo il make up ma anche i residui di sporcizia e smog che la vita quotidiana ci regala ogni giorno. Anche chi non si trucca dovrebbe quindi svolgere un’attenta operazione di pulizia e se non mi credete provate a fare la prova del dischetto di cotone: imbevete di latte detergente un dischetto e passatelo sul volto che credete pulito quando tornate a casa la sera. Io – a Milano – ho il dischetto mediamente marrone anche quando non sono truccata per niente. Chi vive in città più piccole o – meraviglia – in campagna, di certo avrà un risultato meno allarmante ma l’inquinamento ormai è ovunque e la pelle andrebbe pulita bene ogni sera.

struccarsi

Io utilizzo un’acqua micellare bio per rimuovere il trucco e poi un detergente molto delicato in spuma con il 99% di ingredienti naturali.

Tampono per asciugare e spruzzo abbondante acqua termale che poi tampono con un dischetto per aiutare l’assorbimento.

Uso l’acqua termale al posto del tonico perchè mi trovo meglio, è lenitiva e idratante e mi sembra che sulla mia pelle funzioni meglio.

Al mattino, invece, mi è stato consigliato di non utilizzare detergenti perchè non ce n’è bisogno. Uso sempre l’acqua micellare per rimuovere i residui di sebo della notte, tampono per asciugare e spruzzo l’acqua termale.

1.3 La protezione solare

Io ho sempre protetto la pelle del viso con un solare quando andavo al mare, in piscina o a prendere il sole in terrazzo.

Da ragazzina usavo la stessa crema che usavo per il corpo.

Crescendo ho avuto bisogno di usare un solare viso specifico che fosse meno unto, ma comunque l’ho sempre fatto.

Solo che – a quanto pare – l’ho sempre fatto male.

Io ho sempre utilizzato un fattore protettivo 30 a inizio stagione, per poi scendere gradualmente a mano a mano che aumentava l’abbronzatura.

Ero convinta di questa folle idea che una pelle abbronzata si protegge da sola.

FALSO.

La pelle ha bisogno di essere protetta anche quando è abbronzata.

protezione solare viso 50

Smettere di usare la crema solare solo perchè ci siamo abbronzati è il miglior modo per aiutare il tempo a camminare sulla nostra faccia invecchiandoci.

Inoltre ho scoperto che per il mio fototipo, il mio tipo di pelle e i problemi a cui è predisposta, io devo usare una protezione 50+ sempre, non solo a inizio stagione e non solo in estate al mare.

Anche in inverno, in città, la crema solare a protezione totale dovrà diventare la mia migliore amica.

Forse non sarò mai più abbronzata come lo scorso anno, che ero nerissima, ma sarò sicuramente più sana e – per il resto – w il fondotinta.

2. Rimedi curativi.

I rimedi curativi che mi sono stati consigliati consistono – essenzialmente – in una combo di prodotti specifici che devo utilizzare sul viso mattino e sera dopo averli detersi.

Prima applico un siero booster idratante, specifico per i rossori del volto, che serve a mantenere un buon stato di idratazione ed è formulato totalmente senza elementi allergizzanti e irritanti.

Non è un prodotto bio perchè mi è stato spiegato che in fase patologica i prodotti curativi devono possedere determinate proprietà che vengono svolte da elementi “sintetici” e quindi, appunto, non biologici.

Stesso discorso vale per la crema che applico successivamente, che è il trattamento urto anti rossore. Totalmente priva anch’essa di ingredienti irritanti o allergizzanti, non contiene profumo, nickel free.

Il neo di questi prodotti è che – chiaramente – non sono propriamente economici. Ma d’altro canto sono curativi e non li utilizzerò per sempre.

Non voglio nemmeno dirvi la marca perché lo trovo inutile, rispondono alle esigenze che uno specialista ha diagnosticato per me, non è detto che sarebbero le vostre stesse necessità.

Come quando uno si mette a dieta: in teoria c’è una dieta giusta per me e una dieta giusta per un’altra persona. Con questo racconto non voglio dirvi di comprare questa o quella crema ma essenzialmente dirvi che esistono trattamenti specifici che lo specialista vi consiglierà, quindi non rassegnatevi ad essere paonazze, insomma.

3. Rimedi per il makeup

Anche con riferimento al makeup mi sono stati dati alcuni consigli.

Da qualche mese – presa dalla fissazione che il makeup naturale non mi aiutasse più a nascondere la mia terribile età che avanza – ero tornata all’uso di prodotti non bio acquistando un fondotinta luxury costosissimo che nella mia folle testa avrebbe dovuto regalarmi una allure da ventenne.

Ciò decidevo dopo più di sei anni di utilizzo esclusivo di prodotti make up bio.

capra, Capra, CAPRA !!! Direbbe Sgarbi.

Non posso escludere che la mia pelle sia impazzita anche per quello.

Io ho sempre sofferto di pelle lucida, pori dilatati, brufolini vari e il passaggio al bio (insieme alla gravidanza, secondo me) aveva risolto la gran parte di questi problemi, regalandomi una pelle non dico perfetta ma comunque esente da brufoli e problemi vari. Permanevano i pori dilatati ma tant’è, la perfezione non esiste.

Io non so cosa mi sia saltato in mente, sta di fatto che ad ottobre ho preso questa gloriosa decisione.

Dopo tutto il disastro, ovviamente, il dermatologo mi ha consigliato di tenere la pelle il più struccata possibile nella fase curativa – cioè quella in cui applico i prodotti specifici – per poi ritornare con gradualità all’utilizzo dei cosmetici con i quali la mia pelle si era trovata “a suo agio”.

È una cosa che mi ha colpito perché ricordo che quando ero ragazzina e soffrivo di acne da sindrome di ovaio pco il dermatologo mi consigliava quei fondotinta da farmacia orrendi che li riconoscevi lontano un miglio.

Va bene che i prodotti naturali non esistevano, però insomma da un medico tradizionale non mi aspettavo un consiglio di makeup bio.

Chiaramente il consiglio è stato parzialmente disatteso, perchè se devo andare in giro per lavoro o per eventi particolari sono a disagio senza un filo di trucco, però di certo sto tenendo la pelle molto più libera di prima e vedo chiaramente che ne sta giovando molto.

Ma quindi – in definitiva – il titolo del post che ci azzecca?

Vi state sicuramente chiedendo che cosa c’entri un titolo sulla dermatite da cloro con tutto quello che vi ho scritto fino ad ora.

Eh, me lo sono chiesto anche io.

Soprattutto mi sono chiesta chi caspita dovrei ammazzare per avermi fatto venire anche una dermatite da cloro su tutto il disastro che già c’era di base.

Ma andiamo con ordine.

Quando a dicembre è iniziato tutto il bailamme che vi ho raccontato, in breve è arrivato Natale e sono andata dai miei.

Il problema in pochi giorni, si era molto attenuato, cosa che mi faceva ben sperare di non aver buttato 140 euro di creme dalla finestra.

Tornata a casa, però, si era lentamente riacutizzato, tanto da culminare in quel rossore generale diffuso constatato dall’erborista.

Da qui la mia corsa dallo specialista e l’acquisto delle nuove creme, che ho ritirato la mattina del Venerdi Santo prima di partire per andare a trascorrere la Pasqua dai miei.

Dopo due giorni di trattamento il viso era sensibilmente migliorato, il rossore attenuato e una sensazione di pelle “fresca” iniziava a essere costante.

Credevo di avere risolto.

Tornata a casa mia, però, dopo il primo lavaggio del viso ho avuto una nuova – violenta – reazione.

E lì ho capito.

C’era un comune denominatore in tutte le volte che avevo avuto una vampata di rossore e calore al viso: mi ero appena lavata il volto a casa mia.

E la reazione era stata tanto più violenta quanto più lontana da casa ero stata nei giorni precedenti.

Facendo mente locale ho realizzato che dal mese di dicembre i miei vicini di casa si lamentavano tutti dell’eccessiva puzza di cloro dell’acqua domestica. Disturbo che – personalmente – avvertivo poco perché il cloro si dissolve maggiormente in acqua calda, che io uso poco, e quindi puzza di più. Tuttavia la quantità di cloro usato per la disinfezione è la medesima  indipendentemente dalla temperatura di erogazione e – pur mantenendosi nei livelli di sicurezza stabiliti dall’OMS, come verificato dall’amministratore su nostra richiesta – evidentemente si è trattato di un quantitativo comunque elevato che per la mia pelle si è rivelato fatale.

E mi ha dato il colpo di grazia.

Quindi cosa mi è successo, davvero?

È successo che su una pelle di base sensibilizzata e affetta da rosacea si è installata una reazione allergica da contatto col cloro, che ha provocato uno stato generale infiammatorio molto fastidioso.

Avrei potuto prendere dei medicinali.

Tuttavia, prendendone già parecchi per altre motivazioni, ho preferito mettere insieme tutti i consigli del dermatologo e sospendere l’utilizzo dell’acqua di rubinetto per la detersione del viso.

Capisco che l’utilizzo di acqua minerale possa essere antieconomico, ma in realtà in questa situazione ho capito che per detergere il viso occorre molta meno acqua di quella che “sprechiamo” ogni giorno facendone scorrere litri nel lavandino.

Utilizzo di base l’acqua micellare per pulirmi e struccarmi, sciacquandomi con acqua minerale quando necessario. In tutti gli altri casi faccio largo uso di acque lenitive e idratanti senza ricorrere all’acqua minerale.

Sul resto del corpo non ho mai avuto problemi, pertanto continuo a lavarmi come d’abitudine.

Cosa abbiamo imparato da questa esperienza?

  1. le lamentele dei vicini possono essere importanti anche quando ti sembra non ti tocchino direttamente
  2. se hai un problema dermatologico non devi correre in profumeria o su internet (motivo per cui non dico quali prodotti sto usando) ma dal dermatologo
  3. chi grida al lupo al lupo per le stupidaggini (tipo io, che se mi sento debole non penso a una carenza di magnesio ma ad una emorragia interna) viene etichettato come ipocondriaco e poi si abitua a definirsi tale anche quando invece ha qualcosa di più serio!

 

Spero di avervi dato delle indicazioni utili nel caso soffriate di qualche disturbo simile al mio: non sottovalutatelo e correte ai ripari.

(E tenete sotto controllo la clorazione della vostra acqua domestica!)

 

 

Chiara Mainini Administrator

Ciao, mi chiamo Chiara Mainini, mi sono laureata a pieni voti in Giurisprudenza a 23 anni e ho esercitato per dodici la professione di Avvocato penalista. Oggi ho cambiato rotta, dopo un master in web marketing e scrittura per la rete lavoro come web editor freelance: creo contenuti per il mio blog ed altri siti che si occupano di maternità.

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