uomini e donne non vanno d'accordo

Ho sempre pensato che le incomprensioni tra uomini e donne fossero riconducibili alle dinamiche delle relazioni di coppia. Chi più chi meno – mi dicevo – ha la sua gatta da pelare con un compagno che non lo capisce.

E invece no, amici.

Adesso so quello che avrei dovuto capire molti anni fa per poter vivere una vita davvero felice.

Uomini e Donne sono proprio naturalmente predisposti a non comprendersi. È scritto nel loro codice genetico, se lo portano dietro sin da bambini.

Volete sapere perchè?

Ora ve lo racconto.

Qualche giorno fa ho accompagnato Eddy all’asilo più tardi rispetto al solito.

Dovevo fare delle analisi del sangue e quindi gli ho fatto fare un’entrata tardiva alle dieci.

A quell’ora, solitamente, i bambini sono già tutti nel salone centrale a giocare liberamente e infatti, entrando, li abbiamo incontrati tutti lì che si divertivano un mondo. Tra loro c’era anche Maddy, la cinquenne più tenera e cucciolosa che possiate immaginare. Provate a figurarvi un pulcino con le piume tutte gonfie che pigola sottovoce e quella è Maddy: solo che ha un colorito splendido da cioccolatino, gli occhi a mandorla di un nero intensissimo e la treccia di capelli più bella e lucente che si sia mai vista su una bambina.

Pocahontas spostati.

Mentre mi dirigo verso l’armadietto di Eddy vedo, con la coda dell’occhio, che Maddy si avvicina e gli bisbiglia un saluto al consueto volume di 0.94 decibel. Ma siccome sono madre di un figlio maschio il mio udito da donna da sei milioni di dollari capta un gentile “ciao Eddy, oggi non sei venuto presto”.

Che carina – penso.

Quello che succede subito dopo mi lascia però sbalordita.

Edoardo – che come sapete non è un bambino scontroso o lunatico, anzi – si adombra di colpo. Assume un’espressione molto arrabbiata e le ringhia:

Non mi piace che mi parli così, vai via!

La povera Pocahontas fugge tra le lacrime. Il mio cuore di mamma si stringe.

Vorrei dirle “benvenuta nel club piccola !”.

Uomini e donne litigano

Per mia abitudine non sgrido mai Edoardo prima di avergli chiesto spiegazioni, e comunque mai davanti agli altri bambini. Per cui, anche questa volta, l’ho preso da parte e gli ho chiesto come mai avesse reagito in quel modo a un saluto così gentile.

Non è stata gentile mama, mi ha detto sei una gallina fresca.

Eddy ma sei sicuro? Perché guarda che la mamma ha capito un’altra cosa.

Sono sicuro mama, mi ha detto “ciao Edoardo, sei una gallina fresca” e a me non piace che mi dicano così.

In effetti spiegata così non fa una piega. Forse sono io che ho capito male. Ma sono la madre, qualcosa devo pur dire.

Vedi Eddy, a volte le persone scherzano in un modo che non ci piace, però non è necessario essere sgarbati. Basta dire loro “non mi piace che scherzi così”. E se poi non smettono basta smettere di giocarci. In fondo ci sono tanti altri bambini coi quali puoi divertirti.

Veramente mama è quello che le ho detto.

In effetti è vero.

Bene Eddy, andiamo che la maestra ci aspetta.

Sulla porta la maestra capisce al volo che qualcosa non va e, ignorando il mio occhieggiare finalizzato a sorvolare la questione, la poverina domanda:

Buongiorno Eddy! Come mai hai questo faccino arrabbiato?

Ingenua. Folle. Avventata donna. Non sai che razza di pozzo hai scoperchiato.

Musetto, bocca in giù, lacrime agli occhi. Via, la tragedia ha inizio.

– PERCHE’ MADDY MI HA DETTO GALLINA FRESCA BUAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

La povera Pocahontas viene chiamata a rapporto dal salone centrale.

Maddalena, cosa hai detto a Edoardo?

Veramente maestra io l’ho salutato e gli ho detto che oggi non era arrivato presto, lui mi ha risposto che non gli piaceva il mio saluto e poi mi ha detto VATTENE SPIA e io ci sono rimasta male.

E quindi eccoci.

Pensavate che il mondo avesse rischiato grosso con la crisi di Cuba? Qua si parla di delicati interventi di diplomazia internazionale, mica smacchiamo leopardi.

Lei gli ha detto CIAO EDOARDO, NON SEI ARIVATO PRESTO. Cosa che io – essendo una donna – avevo perfettamente inteso.

Lui ha capito CIAO EDOARDO, SEI UNA GALLINA FRESCA.

E all’affronto subito, ha risposto con un VATTENE VIA che lei ha inteso come VATTENE SPIA.

Ecco, in questo teatrino io ho visto chiaramente il loro futuro.

Tutte le volte che lui le chiederà “dove sono i calzini di filo di scozia” e lei risponderà “nel terzo cassetto”, per poi essere chiamata perché lui non li trova e vederlo che li cerca nel cassetto sbagliato. E dirgli:

Ma se ti ho detto il terzo perché cerchi nel primo?

il terzo dall’alto o dal basso?

Ma che domanda è? Dall’alto o dal basso il terzo non potrà mai essere il primo. E poi, tu leggi da sinistra a destra o da destra a sinistra?

E che c’entra? I cassetti mica li leggo!

Uomini e donne non si capiscono

Ecco, vorrei dire loro che questo è solo l’inizio. L’anticamera di una lunga vita di:

Per favore quando vai in bagno rimetti a posto la tavoletta?

e di successive tavolette sempre alzate.

Vorrei dire che verranno giorni che gli chiederà di gettare la spazzatura e scoprirà che il concetto di spazzatura è piuttosto soggettivo, perché si può considerare tale l’umido compostabile ma non anche il sacchetto della carta. La carta potrà stazionare per giorni abbandonata nel suo sacchetto in attesa che qualcuno smetta di scavalcarla per uscire di casa e la getti via.

E vorrei dirle che alla fine, quel qualcuno, sarà lei.

Perché l’alternativa sarebbe una scenata che a confronto la crisi di Cuba accompagna solo.

Vorrei dirle che quando gli chiederà di montarle in cucina i faretti comprati a dicembre dovrà armarsi di pazienza (o di trapano avvitatore, veda lei) perché prima o poi lui lo farà, è inutile ripeterglielo ogni sei mesi.

E vorrei dirle anche che c’è una ragione se quell’attrezzo situato in camera da letto si chiama “servo muto”. E la ragione è che è muto perché non possa lamentarsi della montagna di pantaloni, camicie, maglioni, tute e cinture che ci sono ammucchiati sopra. E se lui che li tiene in spalla è muto perché a gridare continuamente deve essere lei?

uomini e donne litigano

Ma soprattutto vorrei dire una cosa a lui.

E vorrei dirgli che va bene non distinguere il rosa confetto dal rosa cipria. Va bene non conoscere il color terra di siena e anche non vedere alcuna differenza tra il turchese e il verde tiffany. Posso accettare anche che uno non capisca che rosso borgogna e rosso carminio siano due cose diverse.

Ma santa polenta, se vai al supermercato quell’unica volta che non ci vengo anche io perché ho la febbre, e ti chiedo di comprare gli assorbenti nella busta BLU, per quale diavolo di motivo mi mandi un whatsapp con la foto di quelli verdi, rosa e arancioni chiedendomi quali voglio?

Quindi, bimbo mio, quando sarai grande ricordati sempre di Maddy e di questa esperienza.

Ricordati che non c’è niente di sbagliato se non vi capite.

Ricordati che siete programmati così. Per fraintendervi sempre.

E soprattutto, ricorda queste mie parole: LEI VUOLE GLI ASSORBENTI BLU.

 

Chiara Mainini Administrator

Ciao, mi chiamo Chiara Mainini, mi sono laureata a pieni voti in Giurisprudenza a 23 anni e ho esercitato per dodici la professione di Avvocato penalista. Oggi ho cambiato rotta, dopo un master in web marketing e scrittura per la rete lavoro come web editor freelance: creo contenuti per il mio blog ed altri siti che si occupano di maternità.

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