Divorato è l’aggettivo più adatto per descrivere La Camera azzurra, nella sua interezza. Un romanzo che ha per protagonisti una donna, Andrè, divorata da una bruciante ossessione amorosa; un uomo, Antoine, divorato dalla passione, prima, e dal senso di colpa, poi. Un libro che si divora nell’arco di pochissime ore, perfetto da portare in borsa per essere infilato nelle pieghe del nostro quotidiano.

 

Autore: George Simenon

Editore: Adelphi

Anno di pubblicazione: 1964

Pagine: 153

 

Siamo in una piccola cittadina della provincia francese degli anni ’60.

Antoine e Andrè sono amanti appassionati, si incontrano da qualche tempo in quella che entrambi chiamano “la camera azzurra” dell’albergo di proprietà del fratello di lui.

Andrè è sposata ma suo marito non la rende felice. È un uomo malato, che quasi certamente morirà giovane per via della sua patologia. È innamorata di Antoine da sempre, da quando erano compagni di scuola. Si è sposata per ripiego, perchè non credeva che Antoine sarebbe mai tornato nella cittadina in cui era cresciuto e dalla quale era partito tanti anni prima.

Ma un giorno, invece, Antoine è tornato.

Anche lui è sposato. Ama sua moglie e la serena quiete della loro famiglia. Hanno una bambina che frequenta la prima elementare e che lo rende un padre felice. Non c’è nulla che gli manchi davvero.

L’incontro tra Antoine e Andrè è il motore a scoppio che mette in moto una serie di avvenimenti incontrollabili, che sfoceranno nel dramma.

George Simenon ci introduce con estrema sincerità ed in modo molto diretto, senza mezzi termini, nella vita borghese di queste persone, mostrandoci sin da subito lo squallore dei loro comportamenti in forte contrapposizione con quanto ci si aspetterebbe da loro:

E non solo tutto era vero, ma era anche reale: lui, la camera, Andrèe ancora distesa sul letto sfatto, nuda, con le gambe divaricate e la macchia scura del sesso da cui colava un filo di sperma.

È una scrittura asciutta, impietosa, priva di qualunque intenzione giustificatrice nei confronti dei due protagonisti, mostrati in tutta la loro pochezza e bassezza morale.

Andrèe è una donna povera di sentimenti e di etica, per la quale tutto può essere sacrificato sull’altare della passione sfrenata e dell’interesse personale. È una donna egoista, manipolatrice e del tutto cosciente di interpretare il ruolo del deus ex machina. È lei che tira i fili dell’orrenda vicenda e non esita a comunicarlo ad Antoine spedendogli lettere dal tono quasi intimidatorio.

Andrèe è cosciente dell’immobilismo e del’incapacità di Antoine e se ne serve a proprio favore, manipolandolo e rendendolo di fatto un complice delle sue azioni meschine.

Antoine, dal canto suo, è insopportabile. È il prototipo perfetto dell’uomo senza spina dorsale, che si fa turlupinare dalla donna ruffiana senza prendere mai neppure una decisione.

Lui, semplicemente, aspetta che le cose accadano e resta a guardare. È del tutto cieco ai ripetuti segnali di quanto sta per succedere. È come se non si rendesse realmente conto di quanto serie ed irreparabili siano le conseguenze di certi avvenimenti. Per lui tutto si sistemerà, ci sarà tempo per fare in modo che accada. E anche quando l’irreparabile si annuncia in tutta la sua cruda ineluttabilità Antoine continua a non capire di essere destinato a schiantarsi. E questo, purtroppo, decreta la sua fine.

Antoine non ha mai avuto una vera chance di potersi salvare. Ci ha rinunciato quando ha permesso che fosse Andrèe a gestire i ritmi del loro rapporto, restando passivo a subire qualunque sua azione e comportamento.

Dicendovelo, non vi faccio un grosso spoiler. La tecnica narrativa con cui Simenon ha scelto di raccontarci questa storia di erotismo e dolore accavalla i piani temporali e, a volte, quasi li confonde. Sin dalle prime pagine saprete che Antoine è un uomo finito, scoprirete pian piano l’accaduto e la sua tragica inevitabilità. Spererete di sbagliarvi, a un certo punto. Avrete persino voglia di entrare nella narrazione per schiaffeggiare quell’uomo inutile e urlargli “dannazione! Apri gli occhi!!”.

Ma non potrete farlo e la sua rassegnata disperazione vi divorerà.

la camera azzurra

La camera azzurra è un romanzo che vi porterete dentro per moltissimo tempo. Io ve lo stra-consiglio.

Chi di voi lo ha letto? Vi è piaciuto?

Buona lettura!

Chiara Mainini Administrator

Ciao, mi chiamo Chiara Mainini, mi sono laureata a pieni voti in Giurisprudenza a 23 anni e ho esercitato per dodici la professione di Avvocato penalista. Oggi ho cambiato rotta, dopo un master in web marketing e scrittura per la rete lavoro come web editor freelance: creo contenuti per il mio blog ed altri siti che si occupano di maternità.

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