Billy Milligan

Una stanza piena di gente è la biografia di Billy Milligan firmata da Daniel Keyes.

Il 27 ottobre 1977, all’età di ventidue anni, William Stanley Milligan, detto Billy, viene arrestato.

E’ accusato di aver sequestrato e violentato, in pieno giorno, tre studentesse della Ohio State University. Ad incastrarlo c’è non solo il riconoscimento fotografico delle vittime ma anche le impronte digitali lasciate sulla portiera della macchina di una di loro. E’ stato lui, senza ombra di dubbio.

Già durante la fase dell’arresto Billy Milligan manifesta alcune stranezze comportamentali. Sembra non essere in sè, non avere idea di dove si trovi. La permanenza in carcere amplifica questo disagio. Diventa evidente che il ragazzo soffra di un qualche disturbo. Si comporta in modo strano, parla in modo diverso con voci e accenti differenti.

Billy soffre del Disturbo Dissociativo dell’identità (DID).

credits: inchiostro.unipv.it

Billy Milligan ha soltanto quattro anni la prima volta che in lui si manifesta il disturbo di personalità multipla.

Ma è solo all’età di nove anni che la sua mente si disgrega in 24 differenti personalità, a seguito di abusi sessuali subiti dal patrigno. Essa ha creato un sistema di difesa eccezionale, strutturato, gerarchizzato, distinto in 24 differenti caratteri indipendenti e basato su regole precise che tutti loro rispettano rigorosamente (salvo qualche intemperanza).

Le personalità si avvincendano “sul campo” nel corso della narrazione raccontando, di volta in volta, la propria funzione, i propri poteri e i propri limiti.

La foggia di dette personalità è sconvolgente, per caratteristiche e attitudini. Ci sono donne e bambini. Ed entrambi vengono protetti dai maschi adulti. Ci sono individui di nazionalità differenti, di religioni differenti. Financo di spessore intellettivo differente.

Tutti convivono perfettamente consapevoli della presenza degli altri. Ad eccezione di una: Billy-il-non-fuso. Tutti sanno che il loro unico scopo è mantenerlo in vita, prendendo posto sul campo qualora sia richiesto il loro intervento.

 

Non aspettatevi un romanzo o un racconto caratterizzati da suspense o climax particolari: qui troverete proprio l’esposizione dettagliata dei fatti così come avvennero, il che conferisce al libro un taglio più giornalistico che narrativo.

Il racconto si alimenta sotto tre profili:

  1. quello storico: esponendo i fatti accaduti e narrando la vita di Billy attraverso il racconto di aneddoti e ricostruzioni;
  2. il profilo medico: attraverso la relazione di tutti gli accertamenti ed i test che nel corso del tempo furono condotti per arrivare alla diagnosi di DID;
  3. quello giudiziario: mediante il racconto del processo per sequestro di persona e stupro ai danni delle tre studentesse universitarie.

Il tutto viene declinato con omogeneità e coerenza. Non si rintraccia una segmentazione del testo in tre distinte tematiche, ma tutto viene organicamente raccolto nell’esposizone che Keyes fa di tutta la vicenda.

Pur avendo oltre 500 pagine, si tratta di una lettura che non annoia, che non stufa. L’autore ha saputo creare un racconto che vi coinvolge emotivamente sebbene richieda una certa propensione alla tematica del disturbo mentale.

Scoprirete una storia agghiacciante, che non vi aspettate.

Assisterete ad un fenomeno medico senza precedenti: Billy Milligan è stato il caso che ha indotto la comunità medica a inserire ufficialmente la DID tra le patologie psichiatriche. Fino a quel momento veniva considerata una semplice nevrosi.

Ma non solo. Apprenderete anche che Billy Milligan è stato il primo caso giudiziario statunitense nel quale, pur avendo riconosciuto che l’imputato aveva effettivamente commesso i reati ascrittigli, fu proclamata l‘assoluzione per infermità mentale.

Billy non era assolutamente in grado di comprendere i propri comportamenti e il loro disvalore sociale.

Il libro vi accompagnerà fino al 1981, anno della sua pubblicazione.

Billy Milligan fu dichiarato completamente “fuso” solo nel 1991. In punto di morte dichiarerà di non aver mai smesso di convivere con le sue personalità.

 

 

 

 

 

Chiara Mainini Administrator

Ciao, mi chiamo Chiara Mainini, mi sono laureata a pieni voti in Giurisprudenza a 23 anni e ho esercitato per dodici la professione di Avvocato penalista. Oggi ho cambiato rotta, dopo un master in web marketing e scrittura per la rete lavoro come web editor freelance: creo contenuti per il mio blog ed altri siti che si occupano di maternità.

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