Billy Milligan

 

Le Bambine dimenticate, di Sara Blaedel, è un Thriller  bello e incalzante.

Nel bosco viene rinvenuto il cadavere di una donna. E’ giovane ma è evidente che fino a quel momento abbia vissuto al di fuori di qualunque contesto sociale.

I suoi capelli sono lunghi e incolti. Le unghie sembrano quasi artigli. E’ sporca e vestita con una strana tunica ed ha una cicatrice di bruciatura in pieno viso. Ed è stata stuprata.

Qualunque sia il suo nome, quella donna sembra essere fuggita da un incubo.

Eppure, nessuno sembra aver denunciato la scomparsa di una donna con le sue fattezze, in tutta la regione.

Il caso viene affidato a Louise Rick, brillante detective single con un figlio adolescente, e a Eik Nordstrom. Un soggetto quantomeno imbarazzante: il primo giorno di lavoro Louise deve andare a raccattarlo, mezzo ubriaco, in una vineria.

I detective brancolano nel buio. La donna sembra essersi materializzata dal nulla e non avere alcun legame con i luoghi e con il posto. Ma ad un tratto,  una misteriosa telefonata rivela l’identità della poverina. Si chiama Lisemette ed è una dei bambini dimenticati nell’istituto psichiatrico di Eliselund.

Presto Louise ed Eik scoprono che Lisemette aveva una sorella gemella, ma che entrambe erano morte di polmonite quando erano piccole.

Intanto, un secondo cadavere viene rinvenuto sulle rive del fiume. Anche questa volta si tratta di una donna e, ahimè, anche lei è stata stuprata.

Siamo di fronte ad un serial killer.

E qui mi fermo perchè altrimenti vi spoilero mezzo libro.

le bambine dimenticate, di Sara Blaedel

Sì, perchè questo libro ha una tale scorrevolezza narrativa che raccontarlo è impossibile se non facendo clamorose rivelazioni.

E quando dico scorrevolezza narrativa intendo proprio che la narrazione è fluida e vi lega a doppio filo a una pagina dopo l’altra. Non riuscite a smettere, volete assolutamente andare oltre perchè il mistero si infittisce sempre più ed il numero di vittime aumenta. E voi avete la sensazione di essere un tutt’uno con Louise. I suoi pensieri sono i vostri.

L’abilità descrittiva dell’autrice è tale che riuscirete a vedere nitidamente le stanze spoglie e fredde di Eliselund, gli strumenti orribili usati per il contenimento dei malati, le pagine ingiallite dei registri dei pazienti. Percepirete l’odore di muffa dei sotterranei.

Lo stile della Blaedel è molto asciutto, pienamente rispondente ai criteri dei gialli scandinavi che ormai conosciamo e, secondo me, lei si inserisce a pieno titolo nella cerchia dei migliori giallisti della tradizione nordica.

Il libro è il primo di una trilogia, edito in Italia da Fazi.

Aspetto ardentemente i successivi.

Promosso a pieni voti e consigliatissimo.

riparare i viventi

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