Il 9 gennaio 1993 Jean Claude Romand uccide la moglie e i due figli con svariati colpi d’arma da fuoco. Il giorno successivo uccide anche i due anziani genitori. Farà poi ritorno a casa propria per appiccare un incendio in seguito al quale verrà ritrovato quasi esanime. Perchè è accaduto? Cosa lo ha spinto ad una simile carneficina?

Autore: Emmanuel Carrère
Editore: Adelphi
Anno di pubblicazione: 2000
pagine: 169

 

Jean Claude Romand ha vissuto gran parte della sua vita nella menzogna. Ha convinto tutti i suoi cari, amici e conoscenti, di essersi laureato in medicina ed aver conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione. Ma non è vero, in realtà non è arrivato a sostenere neppure gli esami universitari del terzo anno.

Nessuno se ne è mai accorto. Nè il suo miglior amico, anche lui studente di medicina e poi medico; tantomeno la sua fidanzata.

Jean Claude Romand ha costruito l’esistenza intera della sua famiglia su una serie di bugie strettamente inanellate una all’altra. Si è procurato con una serie di truffe il denaro necessario al sostentamento economico del nucleo familiare, non particolarmente pretenzioso, ed ha finto persino di essere stato assunto come ricercatore nientemente che all’OMS di Ginevra.

In realtà, per anni, trascorre le sue giornate bighellonando senza un’occupazione precisa.

È un menage che sembra destinato a durare fino a quando non succede qualcosa che rimescola le carte sul banco.

Jean Claude Romand, ad un tratto, incontra una donna e si innamora. Inizia a spendere per lei una quantità considerevole di denaro, gioielli, cene in lussuosi hotel superlusso, viaggi in località rinomate. Contemporaneamente la sua famiglia esprime l’esigenza di una casa più grande, e così Jean Claude Romand finisce per essere spinto nell’imbuto emotivo che catalizzerà l’orrore e la tragedia.

Questo romanzo è una ricostruzione in fiction della reale vicenda biografica di Jean Claude Romand, criminale francese attualmente detenuto con fine pena mai per il plurimo omicidio dei genitori, della moglie e dei due figli e per il tentato omicidio dell’amante.

Emmanuel Carrère, dopo aver letto la notizia della strage sui quotidiani dell’epoca, scrisse a  Jean Claude Romand rappresentandogli l’esigenza di avere dei contatti finalizzati alla stesura di un libro che avesse ad oggetto l’intera vicenda. Romand gli rispose due anni dopo la prima richiesta, accettando l’invito nella speranza che il libro lo aiutasse a capire, lui stesso in prima persona, perchè avesse compiuto un delitto tanto efferato ai danni delle persone che gli volevano bene.

Quello che ne è derivato è un romanzo a metà strada tra fiction e non fiction, che mi ha ricordato sotto molti aspetti “Una stanza piena di gente” di Daniel Keyes, ma molto meno cronachistico.

Carrère, che in un primo momento affida il racconto ad uno dei personaggi, ad un certo punto irrompe nella struttura narrativa e trasforma la sua opera in un vero reportage giornalistico. Questo, ben lungi dall’essere un elemento di disturbo, contribuisce invece a movimentare la lettura ed intensificare la curiosità del lettore.

L’autore ricostruisce gli avvenimenti della vita di Jean Caude Romand con dovizia di particolari ed in maniera estremamente fedele, ma leggendo non si ha mai l’impressione di avere a che fare con una biografia e la lettura non si appiattisce mai sulla semplice cronologia sequenziale degli eventi.

Ciò che più mi ha colpito in questo libro è che nonostante ci troviamo davanti la ricostruzione storica di eventi basati sulla vita di un individuo, è evidente che a Carrère non interessa realmente far conoscere Jean Claude Romand come uomo.

Tutta la narrazione è incentrata sul mostrare le mille sfaccettature del Jean Claude Romand bugiardo, manipolatore, truffatore e, infine, assassino.

Il lettore non arriva mai a comprendere davvero il dramma umano che lo ha spinto a rendersi autore di questa sequela di eventi terribili. Dalla lettura non emerge alcuna forma di immedesimazione. L’intento di Carrère, in ogni momento, è sorretto da un estremo simbolismo religioso. Dal tentativo di mostrarci ogni momento in cui Romand avrebbe potuto razionalmente fare coming out e venir fuori dall’inferno costruito.

E, invece, si è ritrovato totalmente in balìa di quello che è chiamato l’Avversario, ovvero Satana, da non poter fare altro che correre incontro alla più nefasta conclusione degli eventi.

Come non avesse mai avuto altra scelta. 

Il tema religioso resta in predicato, non costituendo il nucleo narrativo del libro, ma dichiara esplicitamente la negazione del libero arbitrio e l’assuefazione al male come risoluzione del dilemma morale del protagonista. Jean Claude Romand non ha mai avuto altra scelta.

Questo è ciò che in più punti porta il lettore, non certo a giustificarlo, ma a comprende l’esatta portata delle sue azioni come conseguenza del corso degli eventi.

A mio parere la forza straordinaria del romanzo risiede esattamente nella prorompenza del problema morale che pone a chi lo legge. E nella sorprendente risposta che vi troverete a dare all’esito della lettura.

Assolutamente promosso e consigliato!

Jean Claud Romand

Voi lo avete letto? Vi è piaciuto? fatemi sapere!

Chiara Mainini Administrator

Ciao, mi chiamo Chiara Mainini, mi sono laureata a pieni voti in Giurisprudenza a 23 anni e ho esercitato per dodici la professione di Avvocato penalista. Oggi ho cambiato rotta, dopo un master in web marketing e scrittura per la rete lavoro come web editor freelance: creo contenuti per il mio blog ed altri siti che si occupano di maternità.

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