La firma che si attendeva da settimane è arrivata: il Decreto vaccinazioni Lorenzin è stato emanato ieri dal Presidente Mattarella e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Entra in vigore oggi, giovedi 8 giugno, e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge nei prossimi giorni.

Le famiglie sono letteralmente nello scompiglio, ed anche noi – che fino a ieri eravamo perfettamente in regola con il calendario vaccinale di Edoardo, attraversiamo un momento di incertezza e preoccupazione viste le molteplici novità introdotte e le pesanti sanzioni in caso di inosservanza degli obblighi.

Siccome, poi, da ieri, moltissimi familiari, amici e conoscenti mi stanno chiedendo info circa il reale inquadramento della situazione, ho voluto provare a spiegare in questo post il tenore della nuova normativa, sperando che possa risultare utile ad affrontare con maggiore consapevolezza il da farsi.

Le nuove vaccinazioni obbligatorie per tutti i nuovi nati dall’anno 2017

Sono 12:

  1. anti-poliomielitica
  2. anti-difterica
  3. anti-tetanica
  4. anti-epatite B
  5. anti-pertosse
  6. anti- Haemophilus influenzae tipo b
  7. anti-meningococcica C
  8. anti-meningococcica B
  9. anti-morbillo
  10. anti-rosolia
  11. anti-parotite
  12. anti-varicella

queste dodici vaccinazioni, come chiarito nel corso della conferenza stampa di presentazione del decreto, verranno somministrate in più combinazioni coniugate, in modo tale che i bambini vengano sottoposti al minor stress vaccinale possibile. In particolare, il Ministro ha espresso l’indicazione che la vaccinazione avvenga con le seguenti modalità:

  1. ciclo primario e richiami di vaccinazione esavalente per difterite, tetano, pertosse, epatite B, poliomielite, Haemophilus B;
  2. Vaccinazione MPRV per morbillo, parotite, rosolia e varicella
  3. vaccinazioni distinte per Anti-meningococcica B e C

Le vaccinazioni seguiranno il calendario predisposto all’interno del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017/2019, che potete scaricare qui.

I bambini nati prima del 2017 dovranno regolarizzare la propria situazione vaccinale, facendo riferimento al calendario vaccinale relativo al Piano di prevenzione vaccinale specifico per la propria coorte di nascita.

Sono molto bravi a scrivere in legalese, ma cosa significa esattamente?

Significa che ogni bambino dovrà avere riguardo al calendario vaccinale che era in vigore al momento della sua nascita, facendo riferimento al relativo Piano di Prevenzione vaccinale.

I piani di prevenzione vaccinale per le varie coorti sono così suddivisi:

  1. per i bambini nati dal 2001 al 2004 si farà riferimento al Piano nazionale Vaccini 1999/2000;
  2. per i bambini nati dal 2005 al 2011 si farà riferimento al Piano nazionale Vaccini 2005/2007;
  3. per i bambini nati dal 2012 al 2016 si farà riferimento al Piano nazionale Prevenzione Vaccinale 2012/2014;

 

Quindi, andando a tradurre, la ripartizione delle vaccinazioni obbligatorie avverrà così:

  1. i nati tra il 2001 e il 2004 dovranno eseguire o avere eseguito le vaccinazioni: antipolio, antidifterica, antitetanica, antiepatite B, anti Haemophilus B e antipertosse, con successivi regolari richiami, più la vaccinazione MPR, con successivi richiami, secondo il calendario di riferimento;
  2. i nati tra il 2005 ed il 2011 dovranno eseguire le stesse vaccinazioni della coorte precedente: antipolio, antidifterica, antitetanica, antiepatite B, anti Haemophilus B e anti pertosse, con successivi richiami, nonchè la vaccinazione MPR, con successivi richiami;
  3. I nati tra il 2012 ed il 2016 dovranno eseguire le vaccinazioni previste per le coorti precedenti, quinti antipolio, antitetanica, antidifterica, antiepatite B, anti Haemophilus B ed anti pertosse, con successivi richiami; la vaccinazione MPR con successivi richiami; la vaccinazione antimeningococcica C;
  4. I nati dal 2017 avranno tutte le dodici vaccinazioni, come raggruppate da indicazione ministeriale.

 

Cosa succede se il bambino ha già avuto una delle malattie per le quali è prevista la vaccinazione? 

L’art. 1 del Decreto Lorenzin, al comma 2, stabilisce che l’avvenuta immunizzazione del bambino a seguito di malattia naturale dovrà essere comprovata dalla notifica effettuata dal medico curante oppure dai risultati dell’analisi sierologica effettuata sul bambino, e darà diritto ad una esenzione dall’obbligo della relativa vaccinazione.

Su questo punto, tuttavia, non pare al momento esserci grande chiarezza perchè l’espresso intento di raggruppare le vaccinazioni in una dose coniugata che ricomprenda vari sieri vaccinali non parrebbe lasciare la possibilità ai bambini che abbiano, ad esempio, già contratto il morbillo, di eseguire esclusivamente le vaccinazioni rimanenti con prodotti vaccinali combinati diversamente dal MPRV.  La eventuale immunizzazione per malattia sembrerebbe poter dar luogo ad esenzione solo nel caso di avvenuta varicella, con la possibilità per i nuovi nati di eseguire la vaccinazione MPR al posto di quella MPRV. Sul punto, comunque, non sono ancora intervenuti ufficiali chiarimenti e sarà meglio attendere.

Una disposizione molto importante è contenuta nel successivo comma 3 del medesimo articolo.

Si prevede che le vaccinazioni possano essere del tutto omesse oppure differite, a seconda del caso, qualora vi sia un accertato pericolo per la salute (per esempio se il bambino soffre di una patologia che rende controindicata la somministrazione del vaccino) oppure in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, che dovranno essere attestate dal pediatra di medicina generale o da quello di libera scelta (è il caso, per esempio, delle comuni malattie stagionali che ci costringono spesso a rinviare per mesi l’appuntamento con la ASL).

Ora che abbiamo stabilito quali vaccinazioni debbano essere eseguite, diamo uno sguardo alla nuova normativa in materia di rispetto degli obblighi.

Nel corso delle settimane si sono susseguite tantissime voci che facevano riferimento alle più svariate possibilità sanzionatorie. Ora che il decreto è stato pubblicato, vediamo insieme quali sono le conseguenze dell’inosservanza dell’obbligo vaccinale.

Il comma 4 dell’art. 1, prevede che: in caso di inosservanza dell’obbligo di vaccinazione, ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o ai tutori è comminata una sanzione amministrativa pecuniaria il cui importo varia da euro CINQUECENTO ad euro SETTEMILACINQUECENTO.

Questa norma è quella che più crea scompiglio tra i genitori preoccupati. Infatti, la sanzione amministrativa è prevista per tutti i genitori o i tutori, indipendentemente dall’età del bambino, indipendentemente che il bambino frequenti o meno l’asilo o la scuola primaria o secondaria, per il solo fatto di violare l’obbligo di vaccinazione previsto dal decreto.

Questo significa che a rigore di decreto, indipendentemente dalla scelta di scolarizzare o meno i propri figli, o dalla decisione di usufruire o meno di nidi o scuole materne, la mera omissione della vaccinazione del bambino comporterà l’irrogazione di una multa PER OGNI OBBLIGO VIOLATO.

Le sanzioni verranno irrogate con la procedura prevista dalla L. 689/1981 e saranno ricorribili con l’ordinaria procedura di opposizione a sanzione amministrativa.

Il decreto prevede, tuttavia, una sorta di ravvedimento operoso, laddove indica che non incorrono nella sanzione i genitori esercenti la responsabilità genitoriale e i tutori che, a seguito della contestazione da parte della ASL provvedano a far vaccinare il bambino entro il termine assegnato e a condizione che il completamento del ciclo vaccinale previsto possa concludersi nel rispetto delle tempistiche stabilite dalla scheda vaccinale per età.

Se il termine assegnato per il ravvedimento decorresse inutilmente, la Asl segnalerà l’inadempimento alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni per gli eventuali provvedimenti di competenza.

 

In ogni caso, qualora si versasse in una condizione di emergenza di sanità pubblica, è fatto salvo il potere previsto ai sensi dell’art. 117 del decreto legislativo 112/1998, il quale espressamente prevede:

<< Art. 117.
Interventi d’urgenza

1. In caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunita’ locale. Negli altri casi l’adozione dei provvedimenti d’urgenza, ivi compresa la costituzione di centri e organismi di referenza o assistenza, spetta allo Stato o alle regioni in ragione della dimensione dell’emergenza e dell’eventuale interessamento di piu’ ambiti territoriali regionali.

2. In caso di emergenza che interessi il territorio di piu’ comuni, ogni sindaco adotta le misure necessarie fino a quando non intervengano i soggetti competenti ai sensi del comma 1>>.

Quali sono le famose regole per l’iscrizione negli asili nido, nelle scuole materne, nelle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e nelle scuole private non paritarie?

I dirigenti scolastici, all’atto dell’iscrizione, sono tenuti a richiedere (e non potranno esimersi dal farlo) la documentazione attestante:

  1. l’avvenuta somministrazione di tutte le vaccinazioni obbligatorie ai sensi dell’art. 1;
  2. oppure, l’omissione o il differimento per comprovate ragioni di salute, come sopra;
  3. la richiesta di vaccinazione alla ASL territorialmente competente, che sarà tenuta ad eseguire la vaccinazione entro la fine dell’anno scolastico;

Nel solo caso che le vaccinazioni siano già state effettuate, potrà essere presentata una autocertificazione ai sensi della L. 445/2000 ma la documentazione sanitaria comprovante dovrà comunque essere presentata entro il 10 luglio di ogni anno.

Se non si presenta la documentazione richiesta nei termini previsti, entro i successivi dieci giorni i dirigenti scolastici segnaleranno la circostanza alle ASL che provvederanno agli adempimenti di competenza e, qualora ve ne fossero i presupposti, anche alla fissazione del “ravvedimento operoso” e successive eventuali segnalazioni. Verrà dunque attivato il procedimento sanzionatorio che vi ho descritto prima.

L’articolo fa riferimento quindi a tutte le classi di istruzione relative all’obbligo, partendo dai nidi, continuando con le materne, la scuola dell’obbligo appartenente al sistema nazionale di istruzione, i centri di formazione professionale regionale e le scuole private non paritarie. Vale per tutti.

Tuttavia, solo per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, comprese le private non paritarie, la presentazione della documentazione rappresenta condizione per l’accesso, e pertanto alle multe ed alle segnalazioni alla Asl ed alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minori, si aggiungerà l’ulteriore sanzione della mancata iscrizione del bambino presso nidi e materne.

Le successive disposizioni riguardano gli obblighi dei dirigenti scolastici. 

In particolare, costoro dovranno procedere alla sistemazione dei bambini non vaccinati in classi costituite esclusivamente da bambini vaccinati ed immunizzati, anche se non si comprende come si potrà addivenire all’accertamento di questo secondo requisito dal momento che non sono previste profilassi post-vaccinali finalizzate ad accertare l’avvenuta immunizzazione dei piccoli. Entro il 31 ottobre di ogni anno i dirigenti dovranno poi comunicare alle ASL quante classi contino più di due alunni non vaccinati.

Le norme transitorie

Ci aspettavamo una disposizione transitoria corposa, che assicurasse un passaggio dalla vecchia alla nuova disciplina il più indolore possibile. Invece, stando alla lettera del decreto emanato ieri, l’unica disposizione transitoria si limita a prevedere che per l’anno scolastico 2017/2018 la documentazione necessaria a procedere alle iscrizioni scolastiche di ogni ordine e grado nella fascia relativa agli obblighi, possa essere presentata entro il 10 settembre 2017. Nel caso in cui si procedesse a depositare autocertificazione relativa alle avvenute vaccinazioni, il termine per il deposito della documentazione probatoria relativa slitterà al 10 marzo 2018.

Conclusioni

Si tratta, certamente, di un decreto destinato a far discutere moltissimo per le criticità che esso presenta sia in ordine all’applicazione pratica delle misure di prevenzione sanitaria adottate, sia in ordine alla specifica condizione vaccinale nella quale versano le migliaia di bambini ed adolescenti che dovranno regolarizzare la propria situazione.

La legislazione in materia vaccinale era profondamente diversa fino a qualche giorno fa e non saranno solo i bambini appartenenti ai nuclei familiari definiti, a mio parere poco intelligentemente “antivaccinisti”, a dover eseguire molteplici vaccinazioni; bensì anche bambini ed adolescenti perfettamente in regola con il precedente calendario vaccinale obbligatorio, che dovranno necessariamente eseguire, sotto la minaccia di pesanti sanzioni, anche vaccinazioni  che sembrerebbero non essere raccomandate nella loro fascia di età.

Per esempio, il foglietto illustrativo della vaccinazione Hinfanrix Hexa esplicitamente dichiara che la tossicità e l’efficacia della vaccinazione esavalente non sono state studiate in relazione a bambini di età superiore a 36 mesi

 

 

Analogamente, il foglietto illustrativo della vaccinazione Hiberix, anti Haemophilus influenzae B, divenuta oggi obbligatoria per tutte le coorti a partire dal 2001, indica chiaramente che la somministrazione routinaria del vaccino non è raccomandata nei bambini di età superiore ai 4 anni e negli adolescenti

 

Edoardo, per esempio, era perfettamente in regola con il calendario vaccinale obbligatorio nella sua coorte di nascita ma oggi dovrebbe essere sottoposto alla vaccinazione aggiuntiva anti Haemophilus B, divenuta obbligatoria, che alla sua età non è raccomandata. Sono abbastanza in ansia per questa cosa e spero di riuscire presto ad avere una delucidazione in merito per poter tornare a dormire serenamente.

 

Permangono, quindi, molti dubbi, sia su quali vaccini verranno effettivamente resi disponibili per rispondere con sicurezza all’esigenza aperta dalla nuova legislazione, sia su come questo nuovo decreto potrà trovare attuazione senza creare danno e scompiglio tra le famiglie che si troveranno a dover invertire totalmente una rotta – giova ribadirlo – che sino a ieri era perfettamente legale e non censurabile.

Dobbiamo restare in attesa di migliori indicazioni da parte delle autorità ministeriali ma nel frattempo è chiaramente consigliabile un consulto con il pediatra di famiglia o quello di libera scelta, per fare un po’ di chiarezza su quanto verremo chiamati a decidere nell’immediatezza dei prossimi tre mesi.

Il decreto dovrebbe essere presentato per la conversione nei prossimi giorni.

Dovrà infatti essere recepito da una legge licenziata nel medesimo testo da entrambe le Camere entro il termine di sessanta giorni decorrenti dalla data di ieri, 7 giugno 2017. In caso non si riuscisse a convertire il decreto tempestivamente, esso perderebbe ogni efficacia in maniera retroattiva, proprio come se non fosse mai esistito. Tuttavia sarebbe sempre fatta salva la possibilità, per il Parlamento, di regolare con apposite leggi i rapporti giuridici eventualmente sorti sulla base del decreto non convertito.

 

Non ci resta che aspettare nuove indicazioni!

 

 

 

 

 

Chiara Mainini Administrator

Ciao, mi chiamo Chiara Mainini, mi sono laureata a pieni voti in Giurisprudenza a 23 anni e ho esercitato per dodici la professione di Avvocato penalista. Oggi ho cambiato rotta, dopo un master in web marketing e scrittura per la rete lavoro come web editor freelance: creo contenuti per il mio blog ed altri siti che si occupano di maternità.

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