Con questo post partecipo alla settimana narrativa degli Aedi digitali.  Il tema di questa settimana è #cuoredipanna 

 

 

A volte un tramonto è un amarcord,  ti prende per la gola e ti mette spalle al muro in quell’angolo in cui hai ancora,  e forse avrai per sempre,  sedici anni.

Quando la vita era uno slalom tra classico greco e “che bello,  lo rivedo all’uscita”.

Ci abbiamo mai pensato,  allora,  che respiravamo felicità ? Che non ci sarebbe mai più stato un momento così bello,  leggero,  ugualmente spinto da quel tipo di energia che tutto ci faceva ritenere possibile?

I colori che potevo vedere allora io non li ho rivisti mai più.  Quando l’estate aveva pomeriggi al vapore e cieli di un blu così acceso che ci vedevi i corvi di Van Gogh anche senza chiudere gli occhi.  Quando gli ultimi giorni passavano,  un po’ tutti uguali ed euforici,  prima di partire per le vacanze e ritrovare gli “amici del mare” tutti lì,  uno accanto all’altro con qualche centimetro e un po’ di polvere in più sotto le scarpe: ed erano anni intensi quelli che avevamo ogni volta da raccontarci.

È quasi un conforto,  adesso,  il pensiero che in qualche modo sono rimasti con me,  mi hanno  accompagnata nella vita di adulta,  ciascuno a suo modo ed in misura diversa.  Qualcuno di più,  con garbo e delicata presenza in uno dei miei giorni più belli.  È un odore che ci lega,  il profumo di quella parte di vita che non puoi contenere ed esplode lanciandoti verso il futuro con tutta la sua rabbiosa potenza,  sarà quel che sarà.

Sapeva di granita alla pesca,  di caffè e cornetto appena arrivati in spiaggia.  Sapeva di palmeto secco a coprire il portico delle cabine,  di sabbia bagnata sotto i piedi,  dell ‘ultimo bagno prima di andare a cena,  che non sapevi mai a che ora sarebbe stato.  E aveva lo spessore forte delle cose che contano,  che ti costruiscono come persona e come amico,  che ti danno la certezza che c’è un portale da qualche parte che potrai sempre prendere in corsa per ritornare in Te.  Al Tuo cospetto.

Ti rivedresti ancora come allora,  se potessi?  Ti guarderesti con lo stesso occhio critico e sfiduciato,  ti sentiresti ancora dubbiosa su quanto sei in grado di fare?

E io che cosa ti direi?  Riuscirei forse a convincerti che non vale la pena struggersi per il futuro che verrà,  e che è meglio vivere dentro il momento che ti porti addosso?  La vita accadrà,  con tutta la sua irrefrenabile improvvisazione e la tua capacità di affrontarla sarà figlia della persona che stai costruendo adesso.

Mi penseresti e mi penserai saggia ascoltandomi,  lo so.  Ed è una dote che tu non hai perché a me è mancata.

Me lo diceva sempre la nonna,  che bisognerebbe nascere anziani e ringiovanire invecchiando,  perché la vita avrebbe una prospettiva diversa e perché la affronteremmo con una coscienza più meditata.  Ma perderebbe gran parte di quel gusto di assoluta impreparazione che rende così dannatamente belle e forti le cose che contano,  e se la vecchiaia mi avesse proibito –  pur in un corpo giovanissimo- di vivere l’ardore di una vita così ricca di amore,  esperienze,  amici ed emozioni.. Beh.. Non ne sarebbe valsa la pena.

Allora va bene com’è.  Con i tuoi dubbi,  le insicurezze,  le domande.  Troverai comunque una soluzione da sola e se fosse sbagliata pazienza : anche quella è vita che pulsa.

Io ti incontrerò,  per caso,  in un pomeriggio al tramonto,  quando avrai sedici anni e io qualcuno di più.  Quando starai passeggiando nel sole arancione e io ne starò guardando uno identico,  e per un attimo ci incontreremo nello stesso posto e momento.  Ti dirò,  allora,  che va tutto benissimo e te lo dirò sorridendo. E riceverò nel mio sorriso anche il tuo,  come a volermi rassicurare che hai capito e sei un po’ più serena.

E un secondo prima di lasciarci e scomparire l’una dagli occhi dell’altra,   rideremo entrambe,  accorgendoci che nessuna delle due ha perso il vizio del gelato pomeridiano. Dietetico e alla soia il mio,  ormai…

Il tuo,  senza ombra di dubbio,  un #cuoredipanna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chiara Mainini Administrator

Ciao, mi chiamo Chiara Mainini, mi sono laureata a pieni voti in Giurisprudenza a 23 anni e ho esercitato per dodici la professione di Avvocato penalista. Oggi ho cambiato rotta, dopo un master in web marketing e scrittura per la rete lavoro come web editor freelance: creo contenuti per il mio blog ed altri siti che si occupano di maternità.

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