Top of the Year: i libri più belli che ho letto nel 2016

Oggi sono decisamente più felice nel parlarvi dei migliori libri letti nel 2016.

L’anno scorso ho letto veramente moltissimo, tra prime letture e riletture di testi già noti. A posteriori posso dire che tutte le ore sottratte al sonno sono state tempo molto ben investito.

  • Un passo fuori dalla notte, di Raffaele Sollecito, Longanesi, 2015, 250 pagineun passo fuori dalla notte

Una non-fiction interessante e scritta in modo intelligente e scorrevole nonostante i tecnicismi, che ricostruisce gli anni della vita  di Raffaele precedenti l’assassinio di Meredith Kercher, per poi entrare nel vivo del resoconto giudiziario. E’ un libro furbetto, scritto con lo scopo evidente di restaurare l’immagine di Sollecito dopo lo scempio mediatico fattone durante gli anni del processo. Purtroppo l’opinione pubblica è l’unico vero giudice che vada convinto se si aspira ad uno straccio di vita decente e non so se sotto questo profilo il libro sia davvero risolutivo. E’ troppo ruffiano, troppo platealmente spinto ad adulare il moralismo imperante. Però mi è piaciuto. E’ chiaro nel riferirsi agli atti che suffragano il verdetto di non colpevolezza, che vengono presentati e discussi con oggettività. Non c’è vendita di fumo, è apprezzabile per questo motivo. Ve ne ho parlato qui.

  • Mia per sempre, di Cinzia Tani, Mondadori, 2013, 186 pagine

mia per sempreE’ un saggio eccellente sulla discriminazione e la violenza di genere, approfondito sotto il profilo sociologico, criminologico ed anche giudiziario. Presenta una vasta casistica che viene analizzata in modo molto dettagliato ed investe casi nostrani ma anche provenienti da oltreoceano. Io ne consiglio la lettura assolutamente a tutti, in particolare alle ragazze in età adolescenziale. Ne ho parlato qui

.

  • Così è la vita, imparare a dirsi addio, di Concito De Gregorio, Einaudi, 2011, 122 pagine

cosi-e-la-vitaTerzo libro di non fiction che ho totalmente “azzeccato” quest’anno. Mi ha confermato l’amore immenso per la scrittura di Concita De Gregorio, non particolarmente apprezzabile in “Mi sa che fuori è primavera” ma qui assolutamente brillante, potente, esplosiva. Un saggio sulla morte e sul (non) linguaggio che usiamo per parlarne. Mai macabro, mai pesante, strappa sorrisi in più punti. Ve ne ho parlato qui.

 

  • Nessuno sa di noi, di Simona Sparaco, Giunti, 2014, 256 pagine

nessuno sa di noiFinalista allo Strega 2013, non vinto, è la storia di Pietro e Luce, coppia in attesa del primo figlio che risulterà affetto da acondroplasìa. E’ un libro che definisco depauperante, nel senso che ti consuma fino all’ultima pagina. E quando lo chiudi, quella parte di te che hai fuso tra le pagine non la puoi più recuperare. Ve ne ho parlato qui ed anche se ero perplessa non posso negare che resti in ogni caso uno dei migliori libri letti.

  • L’ultimo giorno di un condannato a morte, di Victor Hugo, 1829

hugoEra da tempo che volevo leggere un’opera di Hugo e sono partita volutamente da un’opera minore. A mio giudizio è estremamente sottovalutata: offre, infatti, una riflessione sulla pena di morte che visti i tempi andrebbe ritenuta di enorme rilievo culturale. E’ il libro che consiglierei con forza a tutte le persone che conosco, ne ho parlato qui.

  • Opinioni di un clown, di Heinrich Boll, 1963, Mondadori 2016, 258 pagine

opinioni di un clownQuesta è stata una rilettura, desideravo farla da molto tempo. Ho letto questo libro per la prima volta quando ero al liceo e mi era piaciuto moltissimo. Del resto è dissacrante, esattamente come me. E’ lo sfogo potente di un clown caduto in disgrazia contro la (im)moralità piccolo-borghese di stampo cattolico. Una feroce critica della società dell’immediato dopoguerra e dei canoni di restaurazione della Germania post-nazista. E’ BELLISSIMO, ne ho parlato qui.

 

You may also like

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *