Autore: Erich Segal
Italia, Sperling Paperback, 1992
Romanzo Religioso

Deborah è una giovane ragazza ebrea nata in una famiglia troppo radicale per accettare la sua innata voglia di emergere e rendersi diversa dalle sue coetanee, destinate alla casa, alla riproduzione ed alla famiglia. Vuole studiare, imparare, esercitare la potenza dell’intelletto che Dio ha dato anche alle donne. E sfidare la società rigidamente patriarcale assumendo il ruolo di guida spirituale della sua comunità.
Timothy è un timido ragazzo irlandese, cattolico, introverso e con una storia familiare dolorosa e difficile. Frequenta saltuariamente le case della comunità ebraica, svolgendo per essa piccoli incarichi remunerati.
Deborah e Timothy si incontrano e si innamorano nel culmine dell’antagonismo che ha caratterizzato il dialogo giudaico-cristiano negli anni precedenti il Concilio Vaticano II, e questo loro rapporto getterà una nuova luce – densa di significato – sulla visione interreligiosa dell’amore e della libertà.
Tra le tante cose per le quali non smetterò mai di ringraziare mia madre, c’è certamente l’avermi fatto leggere questo libro quando avevo soltanto 14 anni.
Non fu una lettura disimpegnata, all’epoca. La materia è piuttosto importante, presuppone conoscenze storiche e antropologiche che a quell’età non sono ancora state assimilate, eppure lo amai follemente.
Tanto da averlo riletto più volte, negli anni, in occasione del passaggio ad ogni nuovo decennio: per i vent’anni, per i trenta..e mi duole constatare che non manca molto alla prossima rilettura (sic!).
La prima cosa che colpisce di questo romanzo è l’assoluta naturalezza con la quale l’autore tratti la materia del difficile rapporto tra le due confessioni religiose, senza mai apparire didascalico o storiografico. Il lento cammino di pace è tratteggiato con una umiltà tale che il lettore non ha mai l’impressione di trovarsi ad una lezione di storia o, peggio, di catechismo. Io non ho letto molti romanzi a sfondo religioso, ma in quei pochi che ho preso in considerazione il rischio di apparire a tratti come il maestrino dalla penna rossa era palpabile, sempre dietro l’angolo, e in più di un’occasione si era certamente concretizzato.
Tuttavia, ciò che più amo, quel quid che mi induce a consigliare questo testo ogni volta che qualcuno mi domanda cosa potrebbe leggere…è la straordinaria bravura che Segal (e soltanto lui, a mio parere) può vantare nel calare una storia d’amore sullo sfondo di un contesto così grave come quello dei conflitti tra Ebraismo e Cristianesimo.
Sono pochi gli autori che si sono avventurati nell’impresa di tessere una perfetta love story su scenari politici e religiosi tanto seri, e ancora meno quelli che sono riusciti a farlo senza trasformare il contesto nel banale contorno di una cotta adolescenziale o la storia dei due protagonisti in un compendio filosofico-religioso sull’amore terreno. A confronto mi verrebbe in mente il “Disperatamente Giulia” di Sveva Casati Modignani, ambientato sullo sfondo della rivolta partigiana, il quale però non solo è noioso da morire ogni volta che passa dalla narrazione romantica a quella storico-politica, ma è anche un brutto libro e, a mio parere, scritto veramente male.
Va detto che con l’avanzare dell’età adulta e l’esperienza di aver letto altri grandi capolavori del medesimo autore (leggasi: LOVE STORY), la positività con la quale valuto l’opera ha perso ogni sfumatura di incredulità per cedere il passo alla convinzione che Erich Segal sia un maestro indiscusso nello scandagliare le emozioni umane, disegnando personaggi talmente approfonditi dal punto di vista personale e caratteriale da sembrare assolutamente veri in ogni loro fragilità e contraddizione.
Leggendo questo libro vi innamorerete delle ambientazioni: il racconto si dipana lungo un percorso di circa 40 anni di storie familiari e personali, attraverso gli Stati Uniti, Roma ed Israele. E’ tra queste pagine che ho sviluppato il desiderio fortissimo di recarmi in Terra Santa, come pellegrina di fede e di pace. Ha dell’incredibile e, allo stesso tempo, del doloroso che la terra che ha dato i Natali al Signore dell’Amore, della pace e della redenzione sia funestata da secoli di guerre senza fine.
E’ forse questo che più amo in quest’opera. Il messaggio di assoluta irrilevanza della diversità di religione, di cultura, di credo, di razza..di fronte all’Amore.
La scelta finale porrà i protagonisti ed il lettore di fronte ad un’unica granitica certezza: l’Amore è il più grande atto di fede, l’unica vera eredità della Croce di Gesù.
In questa settimana Santa, sono fiera di promuovere questo romanzo a pieni voti: 10/10.
Consigliatissimo.
Fate i bravi…e Buona Pasqua !

Chiara Mainini Administrator

Ciao, mi chiamo Chiara Mainini, mi sono laureata a pieni voti in Giurisprudenza a 23 anni e ho esercitato per dodici la professione di Avvocato penalista. Oggi ho cambiato rotta, dopo un master in web marketing e scrittura per la rete lavoro come web editor freelance: creo contenuti per il mio blog ed altri siti che si occupano di maternità.

follow me

Related Post

Tag:, , ,